Parigi rallenta, da settembre tutti a 30 all’ora

18 giu

I parigini hanno tutta l’estate a disposizione per abituarsi all’idea. Poi, a settembre, al rientro dalla vacanze, l’amministrazione cittadina compirà una rivoluzione nel settore della mobilità, imponendo su un terzo delle vie urbane il limite di velocità a 30 chilometri orari. Saranno interessati dal provvedimento un centinaio di zone residenziali, oltre 1300 scuole della capitale francese e anche alcuni assi di scorrimento declassati dal municipio a strade di quartiere. Non è tutto: un’ulteriore limitazione della velocità, a 20 chilometri orari, interesserà 23 nuove “zones de rencontre” – aree a prevalenza commerciale come il Marais dove i pedoni e i ciclisti che vanno a passeggiare o a fare shopping hanno sempre la precedenza – che si andranno ad aggiungere alle15 già esistenti.

Parigi 30

Complessivamente, a settembre, Parigi potrà dunque contare su 560 chilometri di strade dove ci sarà una velocità moderata e non più il vecchio limite di 50 orari. L’intervento, fortemente voluto dal sindaco Bertrand Delanoë, mira a rendere le strade più sicure per tutti gli utenti della strada (sia chi si sposta con auto e moto sia chi preferisce spostarsi a piedi o pedalando) e intende, soprattutto, favorire un aumento degli spostamenti in bicicletta, tanto che i ciclisti potranno godere di alcune deroghe (ad esempio potranno liberamente girare a destra anche quando il semaforo è rosso o percorrere contro mano molte strade a senso unico).

“Non vogliamo criminalizzare gli automobilisti – spiega il responsabile trasporti dell’amministrazione parigina, Julien Bargeton – ma fargli capire che non sono gli unici utenti della strada e che la nostra politica di riduzione del traffico privato individuale, dal 2001 a oggi, ha permesso di ridurre del 25% l’uso dell’auto”. Oggi, infatti, all’interno dei 20 arrondissement, il 60 % della popolazione si sposta a piedi, il 27% col trasporto pubblico, il 7% in macchina e il 4% in bici. “L’obiettivo – continua Bargeton – è quello di favorire la convivenza di differenti tipologie di utenti della circolazione, ridurre il rumore, lottare contro lo smog, favorire la sicurezza stradale proteggendo i più vulnerabili: a 30 all’ora bastano 13 metri per fermarsi, a 50 ne servono il doppio e ovviamente aumenta il rischio di un incidente”. E sempre a proposito di velocità, Delanoë ha chiesto al governo una modifica del codice della strada che gli consenta di abbassare la velocità sulle grandi arterie di scorrimento intorno alla capitale a 70 kmh.

Kickbike, l’ultima frontiera della ruota fissa

29 mag

Prima avete tolto i cambi, poi i freni, poi avete alleggerito la bici e l’avete resa minimal, aggiungendo piccoli tocchi di classe (selle Brooks, mozzi Victoire, guarniture à la page).  Ora per voi discepoli dell’essenzialità si spalancano nuove frontiere: poter togliere anche guarnitura, pignone, catena, pedali e sellino.

Ruotafissati ascetici e filosofici, questa è la vostra occasione di dimostrare che il credo dell’essenzialità è davvero una fede.

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Vendite, ormai tra bici e auto c’è un abisso

8 mag

Nel 2011 il sorpasso: le bici superano le auto nelle vendite. Solo 2.000 veicoli di scarto, ma il dato è lo stesso estremamente significativo, visto che sul mercato l’ultima supremazia a pedali risaliva agli anni ’50.

Nel 2012, l’allungo: macchine e biciclette sono ora separate da un  abisso.  1.402.089 le immatricolazioni di nuove auto, 1.606.014 le biciclette vendute sul mercato italiano. A conti fatti oltre 200mila pezzi in più, nonostante il comparto “due ruote” abbia fatto segnare una flessione dell’8,2% rispetto all’anno precedente.

Secondo Ancma (la Confindustria di settore) le trekking o city bike sono le più richieste (32%), seguite dalle mountain bike (30%), le bici da bambino (18%), le classiche (10%), quelle da corsa (7%) e le elettriche (3%). Significativo il progresso delle biciclette a pedalata assistita, che hanno segnato un incremento di vendite del 9,5% rispetto al 2011.

Che dire: non sono affatto sorpresa dal fatto che nel 2012 si siano vendute  200mila bici in più rispetto alle auto. Piuttosto sono sorpresa dal fatto che ancora si vendano 1,4 milioni di macchine.

E tutto per una stupida auto

29 apr

locandina manifestazione

3.860 morti in incidenti stradali e 292.019 feriti in un solo anno (Aci-Istat)

24 mesi di riduzione dell’aspettativa di vita nelle aree urbane più inquinate a causa dello smog prodotto dal traffico (Oms)

8220 decessi prematuri l’anno, nelle 13 principali città italiane, attribuibili a concentrazioni di PM10 superiori ai 20 μg/m3 (Oms, Apat)

36 milioni di auto circolanti in Italia, il 17% dell’intero parco veicolare europeo a fronte di una popolazione pari al 7% di quella dell’intero continente (Legambiente)

15 kmh è la velocità media degli spostamenti in auto nelle aree urbane; nelle ore di punta, nelle grandi aree urbane, si scende a 7kmh (Confcommercio)

142 miliardi di euro di Pil negli ultimi dieci anni: tanto è costata al nostro Paese negli ultimi 10 anni la congestione delle reti di trasporto (Confcommercio)

Oltre il 50% delle città europee più inquinate si trova in Italia, in particolare nella pianura padana (Ocse, Legambiente)

Quasi 4 bambini su 10 (37,3%) tra i 6 e i 9 anni sono in sovrappeso o obesi a causa della cattiva alimentazione e della quasi totale assenza di attività fisica. Circa il 90% dei bambini va a scuola in auto anche se l’istituto dista solo pochi minuti a piedi da casa (Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche)

Il 35% della popolazione è esposto a una rumorosità da traffico stradale superiore ai livelli di tolleranza per la salute umana (Europeean Environmental Agency)

354 euro al mese è la spesa media delle famiglie italiane per mantenere l’automobile. Per il tempo libero si spende un terzo di quella cifra (105 euro) (Istat)

… devo continuare?… Mi sembra basti per dimostrare che bisogna passare dalla MobilitàVecchia alla #MobilitàNuova. Il 4 maggio pedoni pedali e pendolari manifestano a Milano. Se non vieni c’hai il SUV!

Malati d’auto, fin sulla Luna

3 apr

IMG 6181M’è capitata per caso tra le mani la prima pagina di Stampa Sera del 1969 che racconta la storica missione dell’Apollo 11. La lettura del titolo m’ha sollecitato due riflessioni.

La prima. E’ bello pensare che il massimo sforzo tecnologico dell’uomo (un missile in grado di portarci su un altro pianeta) sia coinciso con un corretto esempio di intermodalità: sulla Luna, giustamente, ci arrivi col razzo, ma poi una volta lì ti puoi spostare tranquillamente a piedi.

La seconda. Già nel 1969 la società era gravemente malata di automobile, assuefatta al traffico e agli spostamenti motorizzati. Perché dico questo? Analizzate bene il titolo. La notizia principale è che i due astronauti sono sulla Luna, ma è scritta piccola piccola. Il vero scoop è che  CAMMINANO!

Pedalo dunque Penso

30 mar

Se mi strafogo ingrasso
Se non mangio svengo

Se mollo lascio
Se prendo tengo

Se gioco rido
Se mi ritiro ho perso

Se pedalo penso
Se guido sterzo

Chiacchierate ciclistiche

26 mar

Chiacchierata numero 1. Il ciclista scettico sui 30 orari

- “Non puoi chiedere di far andare le macchine in città a 30 all’ora. Tu ci andresti?”

- “Io no”.

- “Ecco lo vedi, tu per primo non ci andresti e vorresti imporre agli altri i 30 all’ora?”.

- “Quando dico io no intendo dire: io non andrei proprio in macchina”.

Chiacchierata numero 2. L’automobilista scettico sui 30 orari

- “Non puoi chiedere di far andare le macchine in città a 30 all’ora. Le macchine a 30 all’ora soffrono”

- “Se prendi un ciclista a 50 all’ora invece non soffre. Muore sul colpo”.

Chiacchierata numero 3. Il cicloautomobilista

- “Non bisogna demonizzare i Suv. Io ho comprato una macchina grande perché sopra ci stanno comodamente le bici di tutta la famiglia”.

- “Ma se tutti i componenti della famiglia hanno la bici, a che serve caricarle su una macchina?”.

Chiacchierata numero 4. Il ciclotimico

- “Ieri ho fatto due ore di cyclette. Poi, stanco ma felice, son salito in macchina e son tornato a casa”.

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