Come si convince l’automobilista coatto a parcheggiare correttamente l’auto

22 dic

Per prima cosa procuratevi dei cuscinetti a sfera, anche vecchi. Vanno bene sia quelli della serie sterzo che quelli dei vecchi movimenti centrali a chiavelle. Fatto? Si estraggono quattro sfere e ci si avvicina all’auto. Si svita il tappuccio della valvola della ruota, si infila una sfera sotto il tappuccio e si riavvita il tappuccio stesso a metà. Fatto?

Bene. Il buon esito dell’operazione sarà confermato dal sibilo, paragonabile al soffio della pentola a vapore, che segnala che l’aria sta uscendo e che il vostro ragionamento sulla necessità di non lasciare la macchina parcheggiata come capita inizia a fare effetto. A questo punto si ripetono i vari passaggi con le altre tre ruote. Fatto?

Adesso potete anche andar via, consapevoli che il vostro discorso sarà arrivato dritto dritto alle orecchie dell’interessato-

onorevoli #salvaiciclisti… uno su mille non ce la fa

19 dic

#salvaiciclisti ha potuto contare dall’inizio della sua avventura su un parlamentare che ha trasformato in proposta di legge le nostre richieste, s’è dato da fare per l’organizzazione degli Stati Generali di Reggio Emilia, ha cercato di far circolare trasversalmente nel Palazzo il tema della ciclabilità e della mobilità in generale. Leggo adesso sul Corriere della Sera che il senatore Francesco Ferrante (insieme ad altri due parlamentari ambientalisti, Roberto Della Seta ed Ermete Realacci) verrà probabilmente cassato dal suo partito, il Pd. C’è un listino, una corsia preferenziale per l’elezione o la rielezione concessa a 120 democratici, ma dentro questo listino Ferrante non c’è e se vuole avere una chance di tornare in Parlamento deve candidarsi alle primarie di collegio del 29 dicembre.

Chiariamo subito una cosa: non contesto affatto il meccanismo delle primarie per la scelta dei parlamentari. Anzi le primarie mi piacciono assai. Però credo che chi, come Ferrante o Della Seta, abbia fatto politica nazionale (occupandosi ora dell’Ilva di Taranto ora del Mose ora del contrasto al nucleare e alle sanatorie edilizie) se è costretto a giocarsela con un politico di un tal comune che nel corso del suo mandato s’è coltivato solo quel tal comune esce matematicamente sconfitto.

Dunque mi chiedo: è pensabile che uno che ha speso gran parte della sua attività politica in battaglie di civiltà nazionali (che siano i diritti delle coppie omosessuali, la legge sul fine vita, le grandi vertenze ambientaliste o la campagna per la sicurezza di chi usa la bici per gli spostamenti urbani) sia poi chiamato a giocare una partita squisitamente locale per conquistare la riconferma? E aggiungo: in Parlamento ci sono solo tre esponenti ambientalisti (Ferrante, Della Seta e Realacci); messi da parte loro ci saranno altri parlamentari ambientalisti pronti a sostituirli? Oppure i partiti (non solo il Pd) pensano che tra i 1000 che siederanno alla Camera e al Senato può tranquillamente non esserci nessuno che sia espressione del mondo ecologista e che si possa occupare, anche in futuro, di ambiente, mobilità, qualità del territorio e delle imprese?

Cycling in Venice

9 dic

La Serenissima will surprise you by offering a unique opportunity: ride along fields and streets of the historic center of Venice. In late May, in fact, will be held in the lagoon the first world championship bike+, intermodal race (pedal boat feet) reserved for bicycles with wheels up to 24 inches in diameter. It starts along a minicircuito in Chioggia, then it goes by boat to Pellestrina through all the long, narrow island that separates the lagoon from the sea. You embark again to Lido and you go around the island. Another boarding and can be reached St. Helena, southern end of Venice, where – through streets and fields and beyond the bridges on foot – it reaches the finish line in Piazza San Marco.

Venice is the only city in the world where, for obvious reasons, it is forbidden to ride a bike. But the lagoon city for a day gladly offered to two wheels the stage (and what a stage!) for a competition that wants to show several things: the intermodality opportunity, the beauty and elegance of the pedaling, the beauty of italian historic and artistic heritage, harmony and style of urban cyclists, particularly dressed for the race.
You do not want to have all the information now, right? But be careful, because the seats available for La Serenissima will be limited …

Siete pronti a pedalare a Venezia?

7 dic

Se la Tweed Ride di marzo già vi appassiona, La Serenissima di maggio vi stupirà offrendo un’occasione irripetibile e irrinunciabile: pedalare lungo campi e calle del centro storico di Venezia.

A fine maggio, infatti, si disputerà in laguna il primo campionato mondiale di bici+, una gara intermodale (pedali+vaporetto+piedi) riservata a biciclette con ruote  dal diametro massimo di 24 pollici. Si parte percorrendo un minicircuito a Chioggia, poi si va in vaporetto a Pellestrina attraversando tutta l’isoletta stretta e lunga che separa la laguna dal mare. Ci si imbarca nuovamente, destinazione Lido e si effettua il giro dell’isola. Ancora un imbarco e si raggiunge Sant’Elena, estremità meridionale di Venezia, da dove – attraversando calle e campi – si raggiunge l’arrivo in Piazza San Marco superando i ponti a piedi.

Venezia è l’unica città al mondo dove, per ovvi motivi, è vietato andare in bicicletta. Ma il centro urbano lagunare, per un giorno, si offre volentieri alle due ruote per fare da palcoscenico (e che palcoscenico!) a una competizione che vuole mettere in mostra diverse cose: le opportunità dell’intermodalità, la bellezza e l’eleganza del pedalare, la bellezza del nostro patrimonio storico e artistico, l’armonia e lo stile del ciclista metropolitano, dal momento che per partecipare bisognerà anche avere un abbigliamento particolare.

Mica vorrete sapere tutto e subito, vero? Però tenetevi liberi a maggio e attenzione perché i posti disponibili per La Serenissima saranno limitati…

Nessun compromesso, un bel romanzo animalista

7 dic

patpatpat“Non posso dirvi dove mi trovo adesso. Ho spento il cellulare e staccato la batteria. La polizia mi cerca, e anche quelli della banda. Fa niente. Io non torno indietro. Nessun compromesso”. Un’imprecisata città industriale. Cinque ragazzi danno vita a un gruppo animalista: NoCompromise. Uno strabiliante romanzo tra spinte ideali e quotidiana violenza dove la realtà è sempre diversa dai sogni dei protagonisti… Nessun compromesso è il bel romanzo di un amico, scritto tra il 2004 e il 2006 pubblicato con l’Editrice Zona. Ed è anche un piccolo regalo di Natale, visto che l’autore ha deciso di renderlo disponibile gratuitamente in formato pdf.

Silvano, Cesare, Mauro, Francesco e il protagonista principale (che resta senza nome) sono cinque ragazzi sui vent’anni che vivono in una grande città italiana e che danno vita a un gruppo di animalisti radicali ispirato all’Alf, il Fronte di liberazione animale. A guidare il gruppo – che si chiama NoCompromise, niente compromessi, come la (vera) fanzine che sostiene l’Alf – è Cesare, il più vecchio, che ha lasciato gli studi e lavora come cineoperatore. Un ragazzo riservato, quasi misterioso. E’ lui che ha “convertito” gli altri, istruendoli alla guerriglia urbana. Il protagonista – che scrive un diario in prima persona e anche, in parallelo, un manuale di guerriglia che s’intitola Anonima Animalisti, le cui “schede” intervallano il racconto con informazioni su come costruire ordigni o su come condurre una conversazione da vegetariani a tavola – è in pratica il suo braccio destro. Il romanzo descrive il percorso del gruppo, a partire dal primo e ingenuo attentato – contro un negozio di animali, le cui serrature vengono riempite di silicone – in un crescendo di azioni, contro fast food, macellerie, scienziati che compiono esperimenti su animali. Fino ad arrivare a un fatto di sangue, nella notte in cui i ragazzi cercano di liberare un gruppo di pit bull utilizzati da una banda criminale negli incontri clandestini. 

NoCompromise , nessun compromesso è possibile se la violenza ci scandalizza. Le guerre non si curano omeopaticamente, neanche quella dichiarata dagli esseri umani contro gli altri animali. La spinta iniziale che dà origine al racconto di Massimiliano Di Giorgio è la giustizia per gli indifesi, rimboccarsi le maniche in qualche modo, trasformare la rabbia in azione. La rabbia è però una molla pericolosa, che può farci dimenticare la sua origine. Fare giustizia adottando gli stessi metodi di chi si vuole contrastare è una tentazione tanto comprensibile quanto dissennata. Inventare giustificazioni per le proprie azioni, come l’estensione del concetto di nonviolenza alle molotov, è parte di un vortice che ha già creato troppi danni. Fermi, attenzione, di fronte a queste tragedie non c’è spazio per giochi e compromessi. Il rigetto della violenza, contro persone e cose, è un elemento inalienabile della proposta animalista. Non solo il fine si manifesta nei mezzi ma se anche così non fosse appare difficile vedere il valore strategico di una serie di azioni che fanno sentire sicuramente meglio i protagonisti, in alcuni casi gli animali liberati, e nel frattempo creano un’immagine di chi si oppone allo sfruttamento degli animali molto utile a perpetuarne lo sfruttamento in eterno”

Anche Catanzaro rallenta. 30 kmh in tutto il centro abitato

7 dic

Gli automobilisti di Catanzaro, causa crisi, non possono superare i 30 chilometri orari. Non c’entra niente, però, il costo del carburante e la possibilità di ridurre i consumi sollevando il piede dall’acceleratore. Lo stile di guida slow è stato imposto dall’amministrazione locale con l’intento dichiarato di evitare le cause per risarcimento danni da parte dei cittadini coinvolti in incidenti provocati dalla cattiva manutenzione della rete viaria.

“Abbiamo strade groviera e i soldi in cassa non sono sufficienti per riparare tutte le buche – spiega l’ingegner Giuseppe Cardamone, dirigente del settore infrastrutture e trasporti del Comune – Perciò abbiamo voluto dare un chiaro avvertimento a chi si sposta in macchina o in moto: in città si viaggia a 30 all’ora, andatura sufficientemente bassa per evitare gli ostacoli lungo il percorso”. E così, a partire dal 19 ottobre, all’ingresso del centro abitato sono stati piazzati i cartelli col nuovo limite di velocità e la scritta “rallentare presenza di buche sulla carreggiata”.

Il provvedimento arriva al termine di uno studio realizzato dal delegato del sindaco alla mobilità, il geometra Luciano Celia, da vent’anni consulente del Tribunale proprio sul tema dei sinistri stradali. “Ogni anno arrivano circa 500 denunce da persone che hanno subito lesioni personali o guai al veicolo dovuti a piccole voragini che si aprono nell’asfalto  – spiega Celia – Attualmente sono 2.000 i contenziosi in corso tra l’amministrazione comunale e gli abitanti e saremo costretti a sborsare in risarcimenti una cifra enorme, superiore ai 16 milioni di euro. Serviva una soluzione rapida per evitare il crac finanziario e fermare anche quei furbetti che avevano trovato un modo comodo per racimolare quattrini: i componenti di una famiglia di cinque persone, per dire, in tempi diversi erano finiti tutti nella stessa buca. Strana coincidenza, vero?”.

Catanzaro è ora commissariata per irregolarità nel voto amministrativo in otto sezioni elettorali. Celia spera che dopo le elezioni di gennaio il suo progetto non venga accantonato: “La moderazione della velocità in ambito urbano non incide più di tanto sui tempi di percorrenza – assicura – ma nel giro di un anno ci consentirebbe di diventare la prima città con zero incidenti stradali”. Un obiettivo condiviso anche da Reggio Emilia dove – pur senza le buche del capoluogo calabrese – all’inizio di ottobre è stata approvata un’ordinanza analoga. “I 30 orari nel centro abitato – si legge nel verbale della giunta – devono ridurre significativamente la probabilità di incidente e i livelli di lesività e mortalità nei troppi sinistri che coinvolgono pedoni e ciclisti”. Chissà che i due Comuni non riescano a raggiungere il loro scopo. Piano piano.

(dal Venerdì di Repubblica del 7 dicembre 2012, pag.42)

L’Eroica, una corsa lunga 160 pagine

4 dic

L'Eroica

L’Eroica, la corsa cicloturistica che dal 1997 rappresenta un’esperienza collettiva di sport e cultura conosciuta in Italia e nel mondo, adesso è un libro. Centosessanta pagine firmate da Gino Cervi, Paolo Facchinetti, Lorenzo Franzetti e Guido P. Rubino che raccontano con testi e immagini le diverse anime di questa competizione: quella del ciclismo storico, quella legata al paesaggio del Chianti, delle Crete senesi e della val d’Orcia, quella appassionata di collezionismo, quella che porta ogni anno, e per tutto l’anno, migliaia di turisti a pedalare sulle strade bianche del circuito permanente. La sua vera forza risiede nella capacità di risvegliare l’epica del ciclismo eroico, fatto di cose semplici, profonde e popolari: il sudore, l’impresa, la fatica, il gruppo (sul sito dell’editore Bolis un’anteprima di alcune pagine del libro). Un evento straordinario per quel territorio anche dal punto di vista economico: l’organizzazione dell’Eroica costa all’incirca 250mila euro mentre i partecipanti alla corsa spendono in quella parte di Toscana circa 4 milioni di euro. In altre parole: 1 euro investito ne produce 15, un rarissimo caso di investimento turistico di successo realizzato senza nessuna nuova infrastrutture, ma soltanto valorizzando le strade bianche esistenti.

L’Eroica verrà presentato mercoledì 5 dicembre alle 18.30 da Rossignoli in Corso Garibaldi 71 a Milano.

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