Tossici, ubriachi, sbandati: chi ci guadagna scaricando su di loro la colpa degli incidenti stradali?

13 Nov

La notizia della morte di A., la diciassettenne che domenica è stata uccisa da un Suv lungo una strada del lodigiano, era stata confinata nelle pagine di cronaca locale. E lì sarebbe rimasta, uno scarno necrologio per uno dei tanti lutti da incidente stradale. Cinque, sei righe appena, come quelle riservate a Simone, 19 anni, un altro ciclista schiacciato mortalmente da un camion a Monza, a poche ore e a pochi chilometri di distanza dalla provinciale che s’è portata via questa ragazzina non ancora maggiorenne.

Ma per l’incidente di A., nel pomeriggio di ieri, lo scenario cambia. Si scopre che il tasso alcolemico dell’uomo alla guida del Suv era superiore al consentito e la storia diventa subito cibo per i media, balza in prima pagina, entra nei titoli dei Tg, passa in radio.

Ai media non frega niente di A., della sua famiglia, degli amici che stavano con lei e l’hanno vista morire. Quello che interessa ai quotidiani è la figura del mostro, che oggi è l’ubriaco omicida, e altre volte è stato il drogato, l’albanese senza patente, i giovani irresponsabili di ritorno da una notte brava, il bastardo che non s’è fermato dopo l’impatto. E così scrivendo (consciamente o inconsciamente, per superficialità o per squallido calcolo) falsano i fatti, deformano la realtà, creano comodi presupposti perché chi amministra questo Paese, le Regioni e le città non faccia nulla per l’emergenza sicurezza stradale.

Se la gente muore per strada la colpa è del mostro. E’ sul mostro che i politici potranno concentrare la loro retorica, i loro annunci di pene più severe, di tolleranza zero. E la “brava gente”, legittimamente, può pensare che non gli capiterà mai di essere protagonista di storie come questa, perché non appartiene a nessuna delle categorie a rischio: tossicodipendenti, extracomunitari, sbandati, habitué della movida notturna.

Non è così. Non è affatto così.

I mostri siamo tutti noi, siamo noi “brava gente” a provocare la maggior parte dei 4.000 morti in incidenti stradali. Si contano più vittime nel tardo pomeriggio dei giorni lavorativi – quando la “brava gente” è stanca e magari pigia l’acceleratore perché non vede l’ora di tornare casa – che il sabato sera.  Sono il 95% del totale, forse di più, gli omicidi stradali commessi dalla “brava gente” nel pieno possesso delle sue facoltà mentali rispetto a quelli commessi da ubriachi o pirati della strada. Solo che non se ne parla o se ne parla brevemente nelle pagine interne.

Il mostro è l’alibi assolutorio. Il mostro è la frottola che ci raccontiamo per convincerci che a noi no, proprio non può succedere. Il mostro fa sì che il problema sia l’uomo sbagliato – il cattivo –  e non una mobilità schifosa che quotidianamente è in grado di nuocere perché i mezzi che si usano per spostarsi e le regole che governano gli spostamenti  sembrano fatti apposta per uccidere migliaia di persone ogni anno. Così il mostro diventa la scusa perfetta che consente ai politici e agli addetti ai lavori (ora gli esperti di Aci, ora i vigili urbani, ora le case automobilistiche che si guardano sempre bene dal dire una sola parola sull’argomento) di non fare nulla, di evitare qualsiasi intervento per eliminare l’insicurezza stradale, a partire dalla riduzione dei limiti di velocità, dalla repressione della sosta illegale, dall’imposizione di standard costruttivi che non proteggano solo chi sta dentro l’abitacolo, ma anche chi sta fuori.

Mi scuso con A., mi sento mostro anch’io a “usarla” per questi ragionamenti. Penso però che un Paese civile dovrebbe interrogarsi della sua morte, della morte di Simone e di altre migliaia di persone  anche senza il mostro. Perché non si può morire così. Non si deve più morire così.

27 Risposte to “Tossici, ubriachi, sbandati: chi ci guadagna scaricando su di loro la colpa degli incidenti stradali?”

  1. elena 13 novembre 2012 a 07:53 #

    Pienamente d’accordo.
    Condivido subito!!!!

  2. marcopie 13 novembre 2012 a 08:11 #

    “Il “mostro” siamo noi, tutti noi, ed è una verità inaccettabile…”
    E’ quello che ho commentato ieri al post di Pinzuti sul Fatto Quotidiano.
    Sono pienamente e totalmente d’accordo con te.

    • lerane 13 novembre 2012 a 08:13 #

      marco lo siamo spesso

    • camillo (@ubik_66) 13 novembre 2012 a 11:19 #

      Pinzuti ieri aveva fatto un articolo forte, di provocazione, che conteneva quasi un auspicio sulla prossima vittima, che tanto inevitabilmente e ineluttabilmente ci sarà, a breve, secondo la cinica e crudele legge della statistica, che fosse quindi la figlia/o di un politico e/o uomo potente (può toccare in sorte anche a loro, no?), in modo che “forse” qualche azione sarebbe stata fatta per cercare di arginare questo tremendo fenomeno.
      Ovviamente si è tirato dietro le ire e critiche di tante persone, anche lettori del Fatto, che non avevano compreso lo spirito di provocazione dell’artiicolo di Paolo (c’erano tra questi sia automobilisti menefreghisti e arroganti ma anche ciclisti e brava gente).
      Il punto è che possiamo mettere tutti i divienti che vogliamo, ma finché non cambierà la mentalità della gente, finché non ci sarà veramente un’educazione civica (sin dall’infanzia, nelle scuole) degna di questo nome, finché non ci saranno pene veramente ma veramente severe per chi sgarra, non credo faremo passi avanti nella civiltà (automobilstica, ciclistica, stradale, sociale, etc.)

      • Andrea Turco 13 novembre 2012 a 12:29 #

        D’accordo, ma la mentalità della gente si può cambiare a qualsiasi età, imponendo stili di vita diversi. Molti divieti già ci sono, altri sarebbero necessari (come altri eliminabili). In generale credo che farli rispettare già sarebbe un bel passo avanti.

      • Sabino Berardino 13 novembre 2012 a 12:57 #

        la prossima vittima, purtroppo, c’è già stata . . .
        concordo, pienamente
        http://unamelalgiorno.wordpress.com/2012/01/19/siamo-tutti-un-po-schettino/

      • marcopie 13 novembre 2012 a 13:09 #

        Il problema, per come la vedo io, è che siamo collettivamente incapaci di autogestirci. Ognuno pensa solo al suo orticello minuscolo, ai suoi ridicoli margini di libertà (correre in macchina) all’interno di una struttura sociale oppressiva che non è in grado di affrontare e smantellare.
        E’ anche, secondo me, il motivo per cui molti sono nostalgici di regimi dittatoriali (di destra o di sinistra), perché rappresentano una “soluzione” ai danni prodotti da una democrazia data in mano a degli incapaci (elettori ed eletti).
        La provocazione di Pinz era chiara: visto che qualcuno/a comunque dovrà morire, che almeno sia famoso così si salveranno altre vite. Chi si ribella al suo cinismo lo fa per autogiustificarsi.

      • Manuel Chiacchiararelli 13 novembre 2012 a 17:17 #

        condivido pienamente l’articolo e questo commento, cioè il fatto che bisognerebbe cambiare la mentalità dell’italiano , cosa alquanto impossibile, ne con nuove leggi e divieti, ne con pene e condanne. Ce lo abbiamo nel sangue, nel traffico siamo in gara con gli altri, dobbiamo escogitare modi per arrivare prima in tutti i modi. È nel dna dell’italiano medio e non solo dei drogati o ubriachi che si mettono al volante. Parlo così perché vivo all’estero da un decennio e spesso attraverso l’Europa per tornare in macchina in Italia. Perché in Germania (dove si viaggia abbondantemente sopra i 200 all’ora) non ho mai visto un incidente (caso? fortuna?) mentre appena scavalcato il brennero ascoltando il “viaggiare nformati”sembra un bollettino di guerra?

  3. lerane 13 novembre 2012 a 08:35 #

    Reblogged this on Rassegna Stanca and commented:

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  4. Glaucos 13 novembre 2012 a 09:14 #

    E come spesso succede… nella stessa pagina di giornale compare la pubblicità… di un’auto!

  5. carlo mioli 13 novembre 2012 a 09:51 #

    E’ proprio così!

  6. Niccolò 13 novembre 2012 a 10:50 #

    In effetti si parlava di airbag esterni da montare sulle auto, ma è rimasto solo un progetto… a parte questo però, bisogna abolire sti cazzo di suv! fate pagare un superbollo a questi ometti con i complessi di inferiorità e a queste donnine insoddisfatte che si sentono realizzate solo se guidano un campo di calcio con le ruote. La politica deve intervenire, non è possibile mettere limiti di velocità se poi le auto possono andare a 300 km/h!

  7. camillo (@ubik_66) 13 novembre 2012 a 15:12 #

    Guardate un po’ negli USA che belle condanne che si danno per molto meno (anche se per azioni potenzialmente molto pericolose). Una bella gogna sarebbe indicata per questi assassini (oltre al carcere ovviamente)!
    http://www.repubblica.it/esteri/2012/11/13/foto/sorpass_scuolabus_sul_marciapiede_all_incrocio_col_cartello_sono_un_idiota-46554066/1/?ref=twhr&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

  8. Agnese 13 novembre 2012 a 15:34 #

    Mio padre è stato ucciso alle 17.00 di un mercoledì di un settembre, da una ragazza non ubriaca, non drogata, ma studentessa di buona famiglia. Grazie per il tuo post. Ci vuole, ogni tanto, dire la verità.

    • lerane 13 novembre 2012 a 15:49 #

      Agnese grazie a te. Davvero

  9. maryonn 13 novembre 2012 a 16:23 #

    Leggo adesso per caso questo bellissimo blog. Purtroppo ha ragione Marcopie, siamo totalmente incapaci di gestirsi. E non solo per quanto riguarda la mobilità, è proprio il nostro modo di vivere che non va.
    Sfogliamo la nostra rabbia e la nostra frustrazione spingendo sul pedale, fuggendo davanti alle responsabilità quasi fosse stato un alter ego a uccidere un altro nostro simile.
    Non è possibile andare avanti così, bisogna trovare altre soluzioni.
    Dove abito io (Veneto), è difficilissimo andare in bicicletta, ci sono poche piste ciclabili e quelle che ci sono a volte sono anche pericolose, con gradini fatti non si sa perché. Infatti io sono caduta una volta, proprio per un gradino, la ciclabile era stata appena fatta e non la conoscevo ancora. Paradossalmente molti ciclisti non la fanno perché c’è questo assurdo problema.
    Le amministrazioni si fanno belle quando riescono a fare le ciclabili, ma non guardano alla sostanza.

    • lerane 13 novembre 2012 a 16:25 #

      Anzi, la ciclabile è spesso il contentino che il sindaco dà alla mobilità sostenibile e che gli consente di lasciare la sua città in mano alla mobilità insostenibile

  10. camillo (@ubik_66) 14 novembre 2012 a 15:23 #

    un ultima sentenza, a Roma, ci conferma l’assurdità della pena e del giudizio per assassini di questo tipo (le vittime non erano ciclisti questa volta, ma fa lo stesso). Se la cavano sempre con troppo poco, come rubare una mela al mercato!
    http://www.romatoday.it/cronaca/luca-petrocchi-arresti-domiciliari.html

  11. sambarluc 15 novembre 2012 a 11:14 #

    Probabilmente, una bella parte nel problema sta in alto a sinistra sulla pagina del Corriere. Per essere davvero fico dovrei prendermi una bella Giulietta: potente, sportiva e sopratutto veloce, altro che bici, mezzi pubblici e e 30km/h…

  12. Antonella 15 novembre 2012 a 23:36 #

    tossici ubriachi e sbandati creano lavoroe pil per tutte le formichine fissate col figliare come conigli ed il raggiungimento della vita eterna tramite farmaci (vivisezione). la tv che crea finaziamenti turbodiesel che crea l’ifone che crea le sigarette che crea incidenti che crea assicurazioni che crea carrozzieri che crea la cocaina che fa impazzire che crea sert che crea incidenti che crea becchini che crea figli che crea bistecche che crea supermercati che crea lavoro che crea depressione che crea farmacie che crea ricerca che crea ottantenni che creano disoccupazione che in pensione si va a 68 anni….. è tutto perfettamente congegnato. bisogna solo iniziare TUTTI a smettere di fumare mangiare sistematicamente carni e assumere veleni assumere farmaci andare in auto, accontentarsi di una vita contadina anche in città e non pretendere di vivere fino a 90 anni di cui 30 a fare la settimana enigmistiva e mangiare pastina.

  13. Elena Bibolotti 19 novembre 2012 a 15:20 #

    Okkei, la tivvù e i media sbagliano, va bene. Però giustificare gli alcolisti al volante mi pare eccessivo. Questi sono gli ultimi dati della Polizia stradale

    1) Precedenza non rispettata o passaggio con il rosso (47.095)
    2) Guida distratta o andamento indeciso (42.262)
    3) Eccesso di velocità (30.964)
    4) Distanza di sicurezza non rispettata (27.218)
    5) Manovra irregolare (17.509)
    6) Svolta irregolare (7.757)
    7) Autoveicolo fermo scartato (6.326)
    8 ) Ostacolo imprevisto (6.279)
    9) Precedenza del pedone non rispettata (6.135)
    10) Guida contromano (6.061)

    Al secondo punto mi pare che GUIDA DISTRATTA E ANDAMENTO INDECISO si possa anche attribuire a chi fa uso di alcol.

    Inoltre, l’abuso di alcol porta alla violenza domestica nel 78% dei casi e io sono una vittima (ex alcolista e picchiata a sangue da un alcolista) http://www.onvd.org/phocadownload/pubblicazioni/Memoria%20di%20approfondimento%201%20%20L%20abuso%20alcolico.pdf

    Pertanto, credo che domandare una legge più severa sulla vendita di alcol non sia da condannare.

    • lerane 19 novembre 2012 a 15:34 #

      Non sono in grado di sostenere un dibattito sull’alcol, perché non conosco il tema e mi fido di quello che scrivi. Ma il 97% degli omicidi stradali è causato da persone nel pieno possesso delle proprie capacità mentali. Guida in stato di ebrezza è un problema, ma c’è un problema 100 volte più grave che riguarda gli attuali (e normali) standard della mobilità

  14. Elena Bibolotti 19 novembre 2012 a 15:43 #

    e ancora: di questo 38% di incidenti mortali? http://www.segretariatosociale.rai.it/atelier/altriluoghi/incidenti/italia.html

  15. Elena Bibolotti 19 novembre 2012 a 15:46 #

    E se graziosamente mi fornisci anche tu una fonte dei tuoi dati come sto facendo io con magari è più costruttivo per entrambi. Perché giustificare chi si mette al volante ubriaco mi pare un po’ azzardato in un paese dove la spesa pubblica per la cura della malattie cardiovascolari causate da alcol è altissima. Grazie.

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