Ieri un altro successo di #salvaiciclisti. E domani?

17 Nov
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Le sagome disegnate sulle strade milanesi in occasione di #bastamortinstrada

L’età della pietra non è finita perché sono finite le pietre. L’età dell’automobile non finirà perché è finito il petrolio. M’è sempre piaciuta questa frase e ci pensavo ieri sera mentre pedalavamo tutti insieme, in oltre 30 città italiane, per #bastamortinstrada. Il flash mob (lo chiamo così perché è stata una mobilitazione organizzata spontaneamente in un flash) è stato un successo e lo spiega bene Rotafixa nel suo biciclette al Quirinale.

Forti di quest’esperienza, proviamo ora a guardare avanti, a domani, a non farci prendere in giro da politici e amministratori pubblici. La strada indicata dalla critical mass rimane quella giusta : non vogliamo un pezzo di strada, la vogliamo tutta. Vogliamo città a basso tasso di motorizzazione, dove non esiste più l’auto di proprietà e i veicoli a motore che ci sono, sono in sharing, in condivisione, per assorbire quella parte di mobilità che proprio non può essere soddisfatta diversamente. Nei centri urbani si può (e si deve) muoversi a piedi, in bici, col trasporto pubblico.

Questo per me è il nostro primo e unico punto all’ordine del giorno.  Tuttavia, va detto, questo Paese non è ancora pronto, culturalmente, per decretare la fine dell’era dell’automobile (anche se molti segnali vanno in quella direzione). E allora l’unica mediazione possibile, l’unica rivendicazione, è quella di città a 30kmh. Non è il punto di arrivo, ma un’ottima mediazione. Un passaggio intermedio. Perché i 30 orari sono l’unico strumento di immediata attuazione che garantisce molteplici ricadute positive (più sicurezza, più qualità ambientale e più qualità della vita, meno smog, meno rumore, meno traffico, più bici, più pedoni, meno conflittualità…) e perché i 30 orari hanno l’indiscusso pregio di dimostrare a chiunque l’anomalia della mobilità attuale, dove chi usa l’automobile crede di andare veloce perché ha un mezzo in grado di andare veloce e invece nella realtà si sposta mediamente in città a 20kmh e talvolta anche meno.

A livello nazionale e a livello locale, nell’interlocuzione col Parlamento e in quella col Municipio, non accontentiamoci, non accettiamo mediazioni al ribasso, non lodiamo amministratori che promettono un pezzo di ciclabile o sistemano una rotatoria pericolosa. E’ solo un’ottima pubblicità per loro e un modo per rinviare sine die un cambiamento radicale della mobilità. Non vogliamo solo un pezzo di strada, la vogliamo tutta. La vogliamo tutta nell’interesse non solo dei ciclisti, ma di tutti quelli che in città vivono, lavorano, abitano, si spostano. E il momento giusto per prendersela è adesso!

3 Risposte to “Ieri un altro successo di #salvaiciclisti. E domani?”

  1. StefanoM 17 novembre 2012 a 13:11 #

    Io c’ero, come forse anche tu. Non so quanto peso avrà la manifestazione di ieri, un vero flash-mob-massa-critica con finale col botto. Che peso avrà avuto la manifestazione del 28 aprile ai fori ? Forse prese a sé state, queste biciclettate di massa non dicono tantissimo, ma, un domani, riguardandoci indietro, vedremo tutte queste iniziative come un unico filo conduttore che avrà portato ad una società più vivibile, più sana, più giusta, più democratica. Stiamo seminando oggi i frutti che raccoglieranno i nostri figli tra 10-15-20 anni. Questo non deve rattristare o demoralizzare, ma ci deve far pensare “io sto facendo qualcosa per quelli che verranno dopo di me, questo è il mio lascito”.

    • lerane 17 novembre 2012 a 13:19 #

      giusto, ma posso sperare di vedere i frutti tra 5-10-15 anni piuttosto che tra 10-15-20 ?🙂

      • StefanoM 17 novembre 2012 a 17:17 #

        Diamoci più da fare così accorciamo i tempi e forse da dieci anni al massimo riusciremo a diventare un paese europeo… Per come sta prendendo piede la ciclabilità direi che forse hai ragione più te che io. La mossa fondamentale, quella vincente, saranno le prossime elezioni comunali e regionali. Chi vuol capire, capisca.

        http://www.archiviobici.it

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