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Io Guido… Guido Improta. Sono il neoassessore al traffico di Roma, ero ministro dell’Alfa Romeo

26 Giu

ImprotaLo ammetto. Sono delusa perché Ignazio Marino non ha avuto il coraggio di affidare l’assessorato ai trasporti di Roma a un esponente di Rete Mobilità Nuova. E ammetto anche che è ingiusto, ingeneroso ed eccessivamente dietrologico esprimere giudizi sull’operato di un membro della giunta capitolina prima ancora che sia in carica a tutti gli effetti e con qualche provvedimento concreto da valutare. Tuttavia la scelta di mettere Guido Improta a capo di uno dei “ministeri” più delicati della Capitale, quello al traffico, non suona per niente bene.

Iniziamo dal dire chi è Guido Improta. La versione short del suo curriculum su wikipedia ci informa che è napoletano, 46enne, che ha lavorato al Touring Club, poi ha diretto l’Azienda di Promozione Turistica del Comune di Roma, è stato responsabile relazioni istituzionali di Alitalia, Capo dell’Ufficio Legislativo del Vicepresidente del Consiglio con delega al Turismo dall’agosto 2006 al maggio 2007 e Capo di Gabinetto del Mibac dal maggio 2007 al maggio 2008 (con il Governo Prodi), infine Sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti del Governo Monti.

Quello che la short version del suo cv non dice è che è un rutelliano doc – è stato anche il tesoriere dell’Api di Rutelli – e che molti incarichi li ha ricoperti proprio in virtù di questa appartenenza. Certo, consegnare poltrone a uomini in “quota x” o in “quota y” non è una novità in questo Paese. Però fa specie che la novità Ignazio Marino inizi la sua avventura in uno dei settori emergenziali della città con una non novità. Così come una non novità sono gli enne assessorati dati al Pd e gli enne assessorati dati a Sel. In due settimane la politica romana ha già cancellato quella giunta di rinnovamento di cui la città ha davvero bisogno.

Ma quello che fa ipotizzare che Improta sia l’uomo sbagliato nel posto sbagliato è il fatto che dovunque sia stato – all’Apt di Roma o al ministero dei trasporti – non ha mai lasciato il segno, non ha fatto niente di coraggioso, di significativo o di innovativo, non ha nemmeno mostrato – al di là delle azioni concrete – di avere idee troppo originali. Certo, in questa Italia, è già una nota di merito che non sia stato coinvolto in inchieste, scandali e quant’altro. Da solo, questo elemento, però non basta.

Per dire: col Governo Monti s’è distinto per essere stato il primo membro dell’esecutivo a sbarcare al Giglio dopo il disastro della Costa Concordia, ha avuto per un giorno i riflettori puntati su di sé perché è stato il ministro con più appartamenti e fabbricati di proprietà (95), in gran parte ereditati dal padre imprenditore e costruttore. In un”altra occasione s’è fatto notare per aver paragonato il Professore a un Alfa Romeo: “Monti come l’Alfa ha un grande passato e un grande avvenire – ha detto – coniuga competenza, affidabilità e certezza di risultati nel tempo”. Per il resto si ricordano una sua battaglia a favore di Ntv, le parole spese a favore della Tav Torino-Lione, le rassicurazioni sparse a destra e manca sull’importanza di cantierare alcune autostrade strategiche per il Paese, come la Termoli-San Vittore o la Orte-Mestre… Insomma è passato nei luoghi lasciando tutto più o meno com’era prima. E la mobilità di Roma, al contrario, ha bisogno proprio che niente sia più come prima…

… Beh, staremo a vedere. E speriamo che Guido smentisca in fretta tutti questi brutti pensieri.