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Firenze, Roma e Milano tra le 10 città europee più congestionate

2 Nov

Ci sono tre città italiane tra le dieci più congestionate d’Europa: Milano, Roma e Firenze. Lo rivela uno studio di Inrix, società internazionale di infomobilità, che ha analizzato la viabilità autostradale e quella all’interno delle grande aree metropolitane dei Paesi Ue

Gli automobilisti che perdono più tempo a causa della congestione sono quelli che si spostano a Milano, seguiti dagli abitanti di Bruxelles e Anversa in Belgio, da Parigi, da Manchester e da Rotterdam. Roma è al settimo posto e precede Londra, l’olandese Utrecht e Firenze. E mi sa che in quest’ultimo caso il fatto che il sindaco vada in giro in camper non aiuta…

Pessimismo romano

13 Lug

Fotografia di una città condannata all’estinzione.

Prendete Villa Borghese, spazio pedonalizzato dai tempi in cui ancora non esistevano le isole pedonali. Il sabato e la domenica, in quest’oasi della passeggiata, circolano autobus elettrici (il Comune ha giustamente pensato di utilizzare su questa linea mezzi pubblici a basso impatto ambientale) e un paio di trenini turistici con motrici a gasolio (il Comune ha ingiustamente autorizzato la circolazione in quest’area di due ciminiere private che sbuffano dense nuvole nere). Poi ci sono i pullman turistici che parcheggiano abusivamente all’interno della Villa in prossimità di piazza del Popolo, ci sono  i noleggiatori di risciò a quattro ruote e a pedalata assistita, quelli che affittano i segway elettrici (quella sorta di grandi monopattini), le automobili da campo da golf, i go kart e le biciclette. Inoltre si incrociano spesso gli addetti del servizio giardini (sui furgoncini del Comune), le pattuglie dei vigili urbani (in macchina o in motocicletta), le pattuglie a cavallo della Finanza o dei Carabinieri  (che però arrivano a bordo dei camion), i camionfrigo che riforniscono a tutte le ore bar e ristoranti, i camionbar che vendono palloncini di plastica, bibite in bottiglie di plastica e panini (che sanno di plastica). Ci sono poi un paio di ampi spiazzi erbosi dove si ritrovano gli appassionati delle auto telecomandate e ci sono le auto di chi lavora all’interno di Villa Borghese, nei musei, nel teatro e nel cinema, autorizzate al transito e al parcheggio. Occasionalmente si incrocia anche qualche Tir che trasporta i materiali per l’allestimento di uno dei tanti eventi che si tengono all’interno della Villa e, infine, ci sono anche le vetture non autorizzate che a rischio di una multa (che però non arriva quasi mai) sostano o attraversano i viali che tagliano i giardini. Se siete fortunati potreste trovarvi in mezzo, in un’area completamente pedonale, al traffico dell’ora di punta. L’ultima volta che ci sono stato ho censito 18 pullman, due trenini, tre Tir, due bus elettrici, più di cento automobili, una dozzina di segway, tre camionbar, due camionfrigo, una quindicina di furgoncini vari, un’auto della polizia, due moto dei vigili urbani, una decina di risciò, due auto elettriche, un furgone della Guardia di Finanza adibito al trasporto cavalli, una mezza dozzina di auto radiocomandate… In un’area pedonale!

(Tratto da No Bici, Ediciclo edizioni)

1000 km di piste di coca

18 Mag

ImmagineNeanche ci spreco un post. Posso solo dire che il Pdl conosce solo una pista… quella che sniffa prima di stampare i manifesti.

Alemanno, la faccia come il culo

2 Apr

Volete farvi un’idea di come si amministra una grande città italiana? Imparate da Gianni Alemanno, il sindaco della Capitale, uno dei primi amministratori pubblici ad aderire a #salvaiciclisti. Ecco una carrellata di alcuni suoi solenni impegni da sindaco relativi ai temi del traffico, delle buche stradali, della ciclabilità. (tutte le dichiarazioni sono tratte dall’archivio Ansa).

30 aprile 2008, Alemanno er calciatore
Bisogna fare un grande sforzo sulla manutenzione delle strade romane. Non ci sono formule magiche, bisogna semplicemente applicarsi ogni santo giorno, prendere a calci chi non fa il proprio dovere.

10 giugno 2008, Alemanno ‘o francese
Il nostro modello di ciclabilità è Parigi. Nel giro di due anni il bike sharing di Roma sarà al livello di quello della Capitale francese.

13 giugno 2008, Alemanno er biciclettaro
La nostra sfida è quella di costruire una mobilità sostenibile per dare una risposta a problema dell’inquinamento ambientale. La mentalità dei cittadini non si cambia con divieti o costrizioni ma con iniziative come il bike sharing.

27 giugno 2008, Alemanno er minestraro
Abbiamo messo a punto un piano straordinario per far fronte al problema delle buche stradali. Non è più tollerabile che le vie di Roma siano ridotte a un colabrodo.

19 dicembre 2008, Alemanno er monnezza
Roma deve fare un salto di qualità a partire da gennaio. Dal nuovo anno ci occuperemo di problemi strutturali come il traffico, la manutenzione delle strade, la pulizia.

4 febbraio 2009, Alemanno er parentopoli
Il traffico a Roma è migliorato sotto il mio mandato. Adesso partirà un grande piano per il rilancio del trasporto pubblico locale.

12 maggio 2009, Alemanno er fantino
L’area dei Fori Imperiali sarà valorizzata e collegata con l’altro grande parco archeologico ma periferico, quello dell’Appia, attraverso percorsi pedonali, ciclabili ed equestri.

24 marzo 2010, Alemanno er ciclista
In base al piano varato dalla giunta avremo entro il 2016 350 chilometri di piste ciclabili collegati tra loro, 350 stazioni di bike sharing e 1.434 parcheggi per le bici nei nodi di scambio. Inoltre, nel breve tempo, e cioè a partire dal 2011, verranno realizzati 2.700 parcheggi negli istituti scolastici.

6 maggio 2010, Alemanno er bigliettaro
Partire da casa in sella alla bicicletta, prendere la metro per andare al lavoro e tornare a
casa sempre su due ruote. A Roma si potrà fare grazie al nostro Piano quadro della ciclabilità.

9 maggio 2010, Alemanno er fuffa
Usare la bici deve entrare nella quotidianità e lasciare il ruolo di mezzo in via d’estinzione o visto solo come attività domenicale. Per questo stiamo cercando di fare in modo che chi la usa venga seguito creando una città a misura di ciclista.

Solo una domanda: quante di queste 10 promesse sono state realizzate?

Sviste Ciclabili

24 Apr

La prova provata che le piste ciclabili le progettano automobilisti-sindaci e automobilisti-ingegneri (tanto poi loro vanno in macchina, mica in bici) sta in questa carrellata di sviste ciclabili internazionali, strafalcioni tanto evidenti quanto frequenti che spero arricchirete anche voi segnalando e postando nuove fotografie.

Prendiamo subito in esame una classica svista ciclabile: il palo in mezzo alla carreggiata. Nella ciclopista romana “Attento!” (foto1), a metà di una discesa, ce n’è uno di grosse dimensioni (così anche il più incauto pedalatore può vederlo prima di sbatterci contro). 

Foto 1. Roma, pista Attento!, Viale delle Belle Arti

In Inghilterra un pool di ingegneri (foto 2 e 3) usa il palo come standard progettuale: in diverse località hanno infatti replicato pali gemelli.

Foto 2. Pali gemelli

Foto 3. Pali gemelli

 

Naturale variazione di questa tipologia di ciclabile è la pista spot, dove a fare le veci del palo è il cartellone pubblicitario. Peraltro la reclame dell’esempio (foto 4) è particolarmente azzeccata: km zero. Già, quanti metri puoi fare se incroci un affare del genere?

Foto4. Roma, ciclopista "Spot", via delle Milizie

Oxford e Greenwich (foto 6 e 7) sono due straordinari esempi della soluzione tecnica escogitata per obbligare i ciclisti a rispettare lo stop.

Foto 6. Stop a Oxford

Foto 7. Stop a Greenwich

 

Altra infrastruttura assai imitata è la ciclabile a ostacoli. A quella di Roma – la pista Edwin Moses – la giuria internazionale del concorso “Automobilista Bastardo” ha assegnato l’oscar all’unanimità (foto 8).

Foto 8. Roma, ciclopista "Edwin Moses" in via Giuseppe Berto

Nello stesso concorso il premio ciclabile slalom lo ha conquistato, giustamente, la pista londinese “Alberto Tomba” (foto 9), mentre una speciale menzione della giuria è andata alla ciclopista di Honolulu, ispirata ai sinuosi movimenti delle danze tradizionali hawaiane e col dettaglio del tombino inghiotti-copertoncini incorporato (foto 10).

Foto 9. Londra, ciclopista slalom

Foto 10. Honolulu, ciclopista "Aloha"

Si richiama alla tradizione locale anche l’architetto australiano che ha disegnato la ciclabile boomerang (foto 11), che si spinge fino a un certo punto e poi per magia costringe al dietrofront.
 
Foto 11. Sidney, ciclopista “Boomerang”
 
Le variazioni sul tema boomerang sono praticamente infinite, come testimoniano la ciclabile milanese “Senza via di uscita” (foto 12), 

Foto 12. Milano, ciclopista "Senza via di uscita"

la ciclabile di Edimburgo “Anda e rianda” (foto 13)

Foto 13. Edimburgo, Anda e Rianda

o le due ciclabili modenesi “‘ndovai?” (foto14)
 
 
e “aho, ti ho detto ‘ndovai?” (foto 15).
Foto 15. Modena, aho, ti ho detto ndo vai?
 
Ingegneristicamente sofisticata è la ciclabile navigabile (Foto 16), riservata a ciclisti esperti e in possesso di patente nautica
 

Foto 16. Roma, ciclabile navigabile

 
mentre è addirittura geniale la cicloscalinata (foto 17 ), che costringe il pedalatore a salire per 6 piani per poter proseguire.
 
 

La mia preferita, però, è la più ecologica: la riciclopista riciclabile (foto 18), itinerario per due ruote disseminato di contenitori per la raccolta differenziata.

Foto 18. Gateshead, riciclopista riciclabile

 
Poi si torna ai classici: la ciclosogliola di Manchester (foto 19)
 

Foto 19. Manchester, ciclosogliola

la ciclosogliola con parcheggio bus schiacciaciclisti incorporato (Edimburgo, foto 20)

Foto 20. Edimburgo, ciclosogliola

e la ciclotrappola, altra infrastruttura per le due ruote diffusissima (nella foto 21 un esempio modenese).

Foto 21. Modena, ciclotrappola

Grazie al quotidiano lavorio degli automobilisti abbondano le piste cicloparcheggio (foto 22 e 23 )

Foto 22. Milano, via Vittor Pisani

Foto 23. Melegnano, via Zuavi

E chiudiamo con una short-pist, una short-list delle piste ciclabili più corte del mondo (foto 24-31)

Foto 24. Bristol

Foto 25. Liverpool

 

Foto 26. Glasgow

 
 
  

Foto 27. Leeds

Foto 28. Leeds

 

Foto 29. Leeds

Foto 30. Woodford Bridge

Foto 31. South Croydon
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 L’unica nota di speranza arriva dal Comune di Roma dove il sindaco Alemanno, preoccupato dei troppi incidenti che coinvolgono i ciclisti, ha deciso di correre ai ripari. Un team di tecnici e ingegneri della sicurezza stradale ha infatti progettato il nuovo logo (foto 32) per segnalare la presenza di una ciclabile che comparirà su tutte le piste capitoline a partire dal prossimo mese di giugno.
 

Foto 32. Roma, segnalazione stradale pista ciclabile

 
P.S. Un particolare ringraziamento a Lara Come, Ciclostile Modena, l’Abici Melegnano, Francesco Tagliavini, Franco Cipollone e a tutti quelli che hanno segnalato immagini o si sono fatti amichevolmente sottrarre le proprie fotografie.

Google contro Alemanno

22 Feb

Il sindaco con più parenti d’Italia è sotto attacco. Gianni Alemanno è stato preso di mira da Google che gli ha rovesciato addosso una incredibile campagna diffamatoria, accuse infondate, immagini spazzatura. In due parole: fango informatico!

Se si esplorano le strade di Roma con street view (il famoso servizio Google che offre viste panoramiche dei centri urbani) tutte le isole pedonali della Capitale appariranno infatti stracolme di automobili. A prima vista potrebbe sembrare che Piazza Farnese, via del Babuino e la vicina Piazza di Spagna, Piazza Navona, Piazza Mattei con la Fontana delle Tartarughe, Piazza Margana, via dei Cestari e tantissimi altri luoghi storici di Roma riservati ai pedoni siano abusivamente attraversati dal traffico motorizzato o addirittura trasformati in parcheggi. Mentre dove le auto possono passare (come in Piazza Sant’Eustachio, piena di cartelli di rimozione forzata) impera sosta selvaggia. Cosa suggerisce GoogleChe il sindaco Alemanno se ne frega di questa palese violazione delle regole?

Non è così! E’ un falso! Si tratta solo di abili fotomontaggi realizzati dai tecnici di Google per screditare a livello internazionale (street view si può consultare da qualsiasi pc del pianeta) l’immagine di un primo cittadino osannato e  amato nella sua città da tutte le migliaia di suoi cugini, nipoti, zii, mamme, suocere e cognati a cui ha trovato lavoro.

Che dire… i soliti motori di ricerca comunisti!

Via del Babuino. I cartelli che segnalano l'isola pedonale. Le automobili per strada. Una prova dei falsi creati da Google