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Firenze, Roma e Milano tra le 10 città europee più congestionate

2 Nov

Ci sono tre città italiane tra le dieci più congestionate d’Europa: Milano, Roma e Firenze. Lo rivela uno studio di Inrix, società internazionale di infomobilità, che ha analizzato la viabilità autostradale e quella all’interno delle grande aree metropolitane dei Paesi Ue

Gli automobilisti che perdono più tempo a causa della congestione sono quelli che si spostano a Milano, seguiti dagli abitanti di Bruxelles e Anversa in Belgio, da Parigi, da Manchester e da Rotterdam. Roma è al settimo posto e precede Londra, l’olandese Utrecht e Firenze. E mi sa che in quest’ultimo caso il fatto che il sindaco vada in giro in camper non aiuta…

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E ora il bike festival

10 Set

Torna a Milano dall’11 al 14 ottobre il Bicycle Film Festival, la rassegna che da 12 anni raccoglie in giro per il mondo storie di piccoli e grandi eroi, di uomini e donne che stanno reinventando il ciclismo e le città.

Da San Francisco a Tokyo, da Helsinki a Istanbul, da Città del Messico a Tallin, il ciclismo urbano sta crescendo. E sta cambiando le città. Il Bicycle Film Festival nasce nel 2001 nel Lower East Side, culla della sperimentazione artistica newyorchese, e in 12 anni è diventato il catalizzatore di questo cambiamento. Partito a giugno da New York, quest’anno il festival tocca 24 città; a Milano arriva per la 7° edizione dall’11 al 14 ottobre portando come sempre con sé una scia di feste, gare, mostre e musica.

I FILM. Ogni anno la direzione del festival di New York seleziona decine di film da tutto il mondo, ritratti, corse, clip musicali, documentari su sottoculture urbane, storie di epica quotidiana, videoarte. Negli anni il BFF ha messo in mostra contributi di artisti come Jonas Mekas, Jorgen Leth, Mike Mills, Spike Jonze e Michel Gondry. Quest’anno il BFF porta a Milano 47 film tra corti e mediometraggi, 47 scorci sulle diverse anime della bici, dal classico ciclismo su strada alle bmx, dalla pista allo scatto fisso urbano e le bici d’epoca (programma completo e trailer dei film disponibili su http:// http://www.bicyclefilmfestival.com/milano da metà settembre).

Le proiezioni del BFF si terranno al Cinema Mexico, istituzione milanese del cinema indipendente, con una ricca storia di ricerca e di attenzione al cinema di qualità. Proiezioni da venerdì a domenica, pomeriggio e sera, per il consueto e insolito mix di pubblico BFF, dall’appassionato lettore della Gazzetta al rider bmx, dal coolhunter vorace all’attivista duro e puro.

LA MOSTRA, LE GARE, I CONCERTI. A poche pedalate dal cinema Mexico, i Laboratori Ansaldo, ex stabilimenti industriali della Milano dei primi del ‘900, si trasformano (anche grazie alla collaborazione del Comune di Milano), in urban velodrome center. Qui, da venerdì a domenica verranno ospitati una serie di eventi pensati per celebrare le due ruote. Gare, esibizioni, tornei di bike polo, session bmx e molto altro, come la gara di pieghevoli del sabato mattina o il criterium in notturna. Grande attenzione è stata dedicata alla mostra dedicata ai Provos. Curata da Matteo Guarnaccia, realizzata con il sostegno del Consolato Olandese e la Collaborazione della Galleria Antonio Colombo, la mostra racconta la breve vita di questo movimento di ARTivisti, attivi nei primi anni ‘60 ad Amsterdam. Ecologisti ante-litteram, agitatori culturali, situazionisti militanti, non violenti e anti-autoritari, ebbero nella bici il proprio feticcio e vessillo. In sella alle loro bici hanno portato avanti una protesta surrealista a base di happening, humour e gusto per l’assurdo, dando una salutare scossa alla società olandese e aprendo la strada all’attuale Amsterdam città della bici.

Pisapia #salvaiciclisti, gli altri dormono

21 Feb

In Italia c’è un sindaco. Si chiama Giuliano Pisapia. E’ l’unico primo cittadino di una grande città che s’è accorto di due cose. S’è accorto cioè che sulle strade del suo Comune muoiono troppi ciclisti e troppi pedoni e s’è accorto anche che da giorni in rete c’è www.salvaiciclisti.it, una grande mobilitazione per la sicurezza stradale di chi usa le due ruote come mezzo di trasporto.

Giuliano Pisapia ha aderito a #salvaiciclisti scrivendo su twitter che “la sicurezza è il primo requisito per una Milano realmente ciclabile”. La campagna, nata in Gran Bretagna dalle pagine del Times e rilanciata in Italia da un gruppo di blogger ciclisti, ha raccolto finora migliaia di adesioni sui social network ed è approdata iin Parlamento con la presentazione di un Ddl #salvaiciclisti sottoscritto da 62 deputati e senatori.

E gli altri sindaci? Non dico Alemanno, che non s’è accorto della tormenta nemmeno quando in Campidoglio, al posto del Marc’Aurelio, gli hanno piazzato un gigantesco pupazzo di neve. Ma gli altri sindaci? Emiliano, Tosi, De Magistris, Fassino, Delrio… se ci siete battete un colpo di pedale.

Sviste Ciclabili

24 Apr

La prova provata che le piste ciclabili le progettano automobilisti-sindaci e automobilisti-ingegneri (tanto poi loro vanno in macchina, mica in bici) sta in questa carrellata di sviste ciclabili internazionali, strafalcioni tanto evidenti quanto frequenti che spero arricchirete anche voi segnalando e postando nuove fotografie.

Prendiamo subito in esame una classica svista ciclabile: il palo in mezzo alla carreggiata. Nella ciclopista romana “Attento!” (foto1), a metà di una discesa, ce n’è uno di grosse dimensioni (così anche il più incauto pedalatore può vederlo prima di sbatterci contro). 

Foto 1. Roma, pista Attento!, Viale delle Belle Arti

In Inghilterra un pool di ingegneri (foto 2 e 3) usa il palo come standard progettuale: in diverse località hanno infatti replicato pali gemelli.

Foto 2. Pali gemelli

Foto 3. Pali gemelli

 

Naturale variazione di questa tipologia di ciclabile è la pista spot, dove a fare le veci del palo è il cartellone pubblicitario. Peraltro la reclame dell’esempio (foto 4) è particolarmente azzeccata: km zero. Già, quanti metri puoi fare se incroci un affare del genere?

Foto4. Roma, ciclopista "Spot", via delle Milizie

Oxford e Greenwich (foto 6 e 7) sono due straordinari esempi della soluzione tecnica escogitata per obbligare i ciclisti a rispettare lo stop.

Foto 6. Stop a Oxford

Foto 7. Stop a Greenwich

 

Altra infrastruttura assai imitata è la ciclabile a ostacoli. A quella di Roma – la pista Edwin Moses – la giuria internazionale del concorso “Automobilista Bastardo” ha assegnato l’oscar all’unanimità (foto 8).

Foto 8. Roma, ciclopista "Edwin Moses" in via Giuseppe Berto

Nello stesso concorso il premio ciclabile slalom lo ha conquistato, giustamente, la pista londinese “Alberto Tomba” (foto 9), mentre una speciale menzione della giuria è andata alla ciclopista di Honolulu, ispirata ai sinuosi movimenti delle danze tradizionali hawaiane e col dettaglio del tombino inghiotti-copertoncini incorporato (foto 10).

Foto 9. Londra, ciclopista slalom

Foto 10. Honolulu, ciclopista "Aloha"

Si richiama alla tradizione locale anche l’architetto australiano che ha disegnato la ciclabile boomerang (foto 11), che si spinge fino a un certo punto e poi per magia costringe al dietrofront.
 
Foto 11. Sidney, ciclopista “Boomerang”
 
Le variazioni sul tema boomerang sono praticamente infinite, come testimoniano la ciclabile milanese “Senza via di uscita” (foto 12), 

Foto 12. Milano, ciclopista "Senza via di uscita"

la ciclabile di Edimburgo “Anda e rianda” (foto 13)

Foto 13. Edimburgo, Anda e Rianda

o le due ciclabili modenesi “‘ndovai?” (foto14)
 
 
e “aho, ti ho detto ‘ndovai?” (foto 15).
Foto 15. Modena, aho, ti ho detto ndo vai?
 
Ingegneristicamente sofisticata è la ciclabile navigabile (Foto 16), riservata a ciclisti esperti e in possesso di patente nautica
 

Foto 16. Roma, ciclabile navigabile

 
mentre è addirittura geniale la cicloscalinata (foto 17 ), che costringe il pedalatore a salire per 6 piani per poter proseguire.
 
 

La mia preferita, però, è la più ecologica: la riciclopista riciclabile (foto 18), itinerario per due ruote disseminato di contenitori per la raccolta differenziata.

Foto 18. Gateshead, riciclopista riciclabile

 
Poi si torna ai classici: la ciclosogliola di Manchester (foto 19)
 

Foto 19. Manchester, ciclosogliola

la ciclosogliola con parcheggio bus schiacciaciclisti incorporato (Edimburgo, foto 20)

Foto 20. Edimburgo, ciclosogliola

e la ciclotrappola, altra infrastruttura per le due ruote diffusissima (nella foto 21 un esempio modenese).

Foto 21. Modena, ciclotrappola

Grazie al quotidiano lavorio degli automobilisti abbondano le piste cicloparcheggio (foto 22 e 23 )

Foto 22. Milano, via Vittor Pisani

Foto 23. Melegnano, via Zuavi

E chiudiamo con una short-pist, una short-list delle piste ciclabili più corte del mondo (foto 24-31)

Foto 24. Bristol

Foto 25. Liverpool

 

Foto 26. Glasgow

 
 
  

Foto 27. Leeds

Foto 28. Leeds

 

Foto 29. Leeds

Foto 30. Woodford Bridge

Foto 31. South Croydon
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 L’unica nota di speranza arriva dal Comune di Roma dove il sindaco Alemanno, preoccupato dei troppi incidenti che coinvolgono i ciclisti, ha deciso di correre ai ripari. Un team di tecnici e ingegneri della sicurezza stradale ha infatti progettato il nuovo logo (foto 32) per segnalare la presenza di una ciclabile che comparirà su tutte le piste capitoline a partire dal prossimo mese di giugno.
 

Foto 32. Roma, segnalazione stradale pista ciclabile

 
P.S. Un particolare ringraziamento a Lara Come, Ciclostile Modena, l’Abici Melegnano, Francesco Tagliavini, Franco Cipollone e a tutti quelli che hanno segnalato immagini o si sono fatti amichevolmente sottrarre le proprie fotografie.

Napoli e Milano, stessa schifezza

9 Feb

A Napoli, per strada, si ammassano sporcizia e puzza. Da decenni. E’ emergenza sanitaria. E’ emergenza civile. E’ emergenza politica e amministrativa: né Bassolino né Russo Jervolino, né Prodi né Pecoraro Scanio, né Berlusconi né Bertolaso hanno trovato soluzioni decenti.

A Milano, per strada, si ammassano smog e puzza. Da decenni. E’ emergenza sanitaria. E’ emergenza civile. E’ emergenza politica e amministrativa: né Formigoni né Moratti, né Prodi né Berlusconi hanno trovato soluzioni decenti.

A Napoli si grida, giustamente, allo scandalo. A Milano si fermano le auto, per una domenica, poi nell’indifferenza generale il lunedì ricomincia tutto come prima.

La differenza? Forse la spazzatura è fotogenica, si lascia catturare dall’obiettivo. Lo smog, invece, sfugge alle telecamere. Saranno pure due schifezze diverse… ma che schifo!