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Io sto con l’ACI

4 giu

Sto seriamente pensando di prendere la tessera ACI. Mi ha convinto una lodevole iniziativa organizzata dall’Automobil Club per il prossimo 6 giugno: lo sciopero della benzina. La più diffusa organizzazione delle macchine, infatti, invita gli automobilisti a una sorta di mercoledì da pedoni, chiedendogli di non fermarsi per 24 ore ai distributori di carburante. Affinché lo sciopero abbia un qualche significato credo sarebbe opportuno farlo durare almeno una settimana, meglio, un mese intero. Prendano esempio dai tassisti (che peraltro sono colleghi no?) oppure dagli agricoltori delle quote latte (colleghi anche loro, pure se a bordo dei trattori). Loro scioperano a oltranza. Se fossi l’ACI ci rifletterei seriamente.

In ogni caso non è la durata dello sciopero ad avermi fatto titubare, finora, sulla bontà della scelta di associarmi ad ACI. Il fatto è che mi piace molto questo protesta dell’ACI tesa a lasciare le macchine a secco, ma non mi fido degli automobilisti. Hanno infatti una comoda scappatoia per fare i crumiri travestendosi da scioperanti: gli basta fare il pieno il giorno prima e poi fingere di partecipare al digiuno con la pancia (il serbatoio) piena fino all’orlo.

Non si può infine ignorare qualche maldicenza dei soliti maldicenti. Hanno accusato l’ACI di aver indetto uno sciopero contro i terremotati, per protestare contro l’ultima accisa di due cent sui carburanti destinati a finanziare la ricostruzione in Emilia Romagna. L’ACI si è affrettata a smentire con un comunicato stampa ufficiale spiegando che l’iniziativa di mercoledì 6 giugno non è contro le persone colpite dal sisma, ” ma contro una tassa ingiusta, che colpisce soprattutto lavoratori e fasce sociali deboli e deprime ulteriormente il comparto auto, vitale sia per l’occupazione che per l’economia del Paese“. Più chiaro di così: lo sciopero non è contro i terremotati, ma contro l’accisa che serve a finanziare la ricostruzione delle case dei terremotati. C’è una bella differenza, neh? D’altronde siamo tutti d’accordo, penso: della casa si può fare a meno, ma della macchina…

malevolo ha

Gratta e vinci la bicicletta

20 feb

La verde ha appena superato quota 1,9 euro. E per contrastare i nuovi record registrati ai distributori alcune persone intelligenti hanno ideato una lotteria che permette a tutti di aggiudicarsi il carburante necessario per una vita intera.

Come si chiama il nuovo gratta e vinci? Semplice: bicicletta.

Sono tra noi. Sono pericolosi

21 feb

ATTENZIONE! State molto attenti a tutte le persone che circolano su queste biciclette verdi (nella foto sotto). Possono presentarsi con le rassicuranti sembianze di padri di famiglia, di sportivi della domenica, addirittura di bambini. Si tratta però di abili e subdoli travestimenti. Sono infidi, falsi e soprattutto pericolosissimi: un secondo prima magari vi sorridono con apparente complicità e l’istante dopo vi colpiscono con zaffate di benzene o di irdocarburi policiclici aromatici o addirittura vi stirano con la loro utilitaria, la loro berlina, il loro Suv. Chi è in sella a queste bici, infatti, non è un ciclista, ma un automobilista, un infiltrato dell’industria dell’auto nel mondo dei pedalatori, un Giuda al soldo della lobby del petrolio.

La bicicletta in questione (verdolina, griffata Pininfarina) non è mai stata in commercio. Per averla bisognava partecipare a una di quelle stupide raccolte punti della Esso. Chi la guida (e non uso a caso questo verbo: “guida”) deve aver bruciato almeno 1.000 litri di carburante Esso in un anno e percorso dunque più di 20mila chilometri, combinandone chissà quante con la sua macchina ai danni dei ciclisti. Anche senza conoscere il retroscena della raccolta punti, sarebbe comunque semplice riconoscere questi ciclisti spudoratamente contraffatti. Le bici, ad esempio, hanno una decina d’anni, ma si presentano in perfetto stato di conservazione, senza ruggine o abrasioni: poiché questi telai Pininfarina non sono altro che cancelli di pessima qualità si può dedurre che i mezzi in questione avranno percorso sì e no una ventina di chilometri, passando anni e anni chiusi in cantina. Inoltre chi ci sta sopra (indipendentemente dal sesso e dall’età) ha almeno due tratti distintivi dell’automobilista: la pancetta pronunciata, la classica espressione da tonto spaesato che il soggetto motorizzato assume sempre quando non si sente protetto dall’abitacolo di lamiera.

Vi ho avvertito: ora fate molta attenzione! E se ne vedete uno, stategli alla larga!

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