Tag Archives: Alemanno

Viabilità, i sindaci cancellano le multe

2 Ago

I Comuni capoluogo incassano 1,14 miliardi di euro dalle multe per violazione delle norme del codice della strada (ecco il dettaglio). Per l’Aci è un salasso ai danni dei poveri automobilisti, per Quattroruote si tratta di un fiume di denaro. In realtà, leggendo i numeri con attenzione, è evidente che c’è un abisso tra le infrazioni commesse e quelle effettivamente sanzionate. Ogni patentato dei Comuni capoluogo paga, in media, un centinaio di euro di multa l’anno (104 per la precisione), praticamente poco più di una contravvenzione a testa. Si stima, invece, che le violazioni da condannare siano almeno cento volte di più. Nelle periodiche indagini sul comportamento degli automobilisti, uno su tre ammette di ignorare sistematicamente i limiti di velocità, uno su quattro di infischiarsene della cintura di sicurezza, uno su dieci di bruciare i semafori rossi. Per farsi un’idea del gap tra le irregolarità effettive e quelle punite basta immaginare il tranquillo tran tran di un guidatore nemmeno troppo trasgressivo: la macchina lasciata un attimino in sosta vietata con le quattro frecce accese, un paio di strisce pedonali oltrepassate senza nemmeno rallentare, il segnale di precedenza ignorato, una mezza dozzina di deviazioni dimenticando di mettere la freccia, una telefonata al cellulare senza auricolare, il clacson utilizzato come rimostranza nei confronti del prossimo e non per segnalare un pericolo… Totale: a esser concilianti, almeno 500 euro. Al giorno. Altro che cento euro l’anno.

I sindaci, in pratica, hanno rinunciato a sanzionare la stragrande maggioranza delle violazioni al codice, anche se molte di queste rappresentano un evidente incentivo alla crescita dell’insicurezza stradale. Le amministrazioni locali hanno in bilancio una certa somma che proviene dalla contravvenzioni e anno dopo anno sono attenti a far sì che non si superi quel totale, perché fare più multe potrebbe sì migliorare la viabilità e rendere le strade meno pericolose, ma contemporaneamente farebbe irritare gli elettori. E tra un morto in meno in incidenti stradali e un elettore in più evidentemente i sindaci optano per la seconda opzione.

Il caso Roma può aiutare a fare chiarezza. Nel semestre gennaio/giugno 2011 sono state fatte 288.081 multe per violazione delle corsie preferenziali (rilevate da un numero esiguo di telecamere, appena 15), 357.718 multe per ingressi non autorizzati nelle ztl (da 45 telecamere), 4.710 multe ai semafori controllati elettronicamente e 11.528 multe dagli autovelox. Nello stesso periodo sono state fatte complessivamente 1.266.838 contravvenzioni, più della metà arrivano da una settantina di telecamere e autovelox, mentre 604.801 contravvenzioni le fanno i vigili della polizia municipale capitolina. Considerando che i vigili romani in servizio sono 6.668 il conto è presto fatto: 604.801 multe diviso 6.668 vigili urbani uguale 90 multe a pizzardone ogni sei mesi. Una a cranio ogni due giorni!!! E la cosa interessante è che, guardando la serie storica delle contravvenzioni romane, il totale negli ultimi anni è quasi sempre lo stesso, solo che all’aumentare delle multe fatte dall’occhio elettronico diminuiscono le multe fatte dai vigili urbani. Tirate voi le conclusioni e poi chiedete al vostro sindaco di spiegare come mai…

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1000 km di piste di coca

18 Mag

ImmagineNeanche ci spreco un post. Posso solo dire che il Pdl conosce solo una pista… quella che sniffa prima di stampare i manifesti.

Sindaci, ma dove cavolo vivete? Ovvero, quando la storia diventa garage

26 Apr

Come vengono valorizzate dai sindaci le piazze più antiche della loro città? Trasformandole in Garage. C’è il garage Colosseo a Roma, il parking Piazza Bellini a Pelrmo, l’autorimessa milanese Sant’Ambrogio a Milano… Se dopo aver visto queste foto non vi viene voglia di venire alla manifestazione #salvaiciclisti per cambiare strada può voler dire solo una cosa: di mestiere fate il sindaco!
Per noi è arrivato il momento di cambiare strada!

Roma, Colosseo. La parziale chiusura alle auto nel 1980 lo ha reso la prima isola pedonale italiana. Trent’anni dopo, quella pedonalizzazione è ancora parziale, così che il monumento italiano più noto al mondo e più visitato dai turisti è ancora degradato al ruolo di spartitraffico. #salvaiciclisti il 28 aprile sarà qui!

Brescia, piazza Paolo VI Sulla piazza si affacciano il Broletto, antica sede del Comune medievale (attualmente sede della Provincia), il Duomo Vecchio in stile romanico e il Duomo Nuovo tardo barocco Dopo anni di battaglia, la piazza era stata quasi completamente liberata dalle macchine, ma nel 2008 la nuova giunta comunale ha provveduto a reinserirvi i posti auto

Genova, piazza Colombo. Celebre per i suoi portici e la sua fontana seicentesca al centro, diventata una grande rotatoria, nonostante un progetto del Comune prevedesse nel 2009 la sua pedonalizzazione

Milano, piazza Sant’Ambrogio. L’amministrazione comunale ha inserito la piazza nel piano parcheggi del 2000, contro il parere di architetti, storici dell’arte e residenti: il progetto prevede 5 piani interrati per una capienza di 581 posti auto e 70 posti per motociclette. Oltre agli scavi in area a vincolo monumentale, preoccupa la costruzione della rampa di accesso che altererebbe la natura della piazza

Roma, piazza delle Cinque Scole. Nel 2005 i residenti protestarono a gran voce contro l’uso da parcheggio di interscambio che veniva fatto della piazza e la pavimentazione sconnessa, e chiesero l’inserimento nella ZTL diurna e notturna. Il Campidoglio rispose con un cambiamento dei sensi unici e una barriera sul lungotevere, che risolve solo in parte il problema

Siena, piazza Provenzano. Dominata dalla chiesa di Santa Maria di Provenzano, si trova in pieno centro storico, a un passo da piazza del Campo: nonostante sia all’interno della ZTL, auto e motorini sono parcheggiati ovunque

Torino, piazza Vittorio Veneto. La più grande piazza d’Europa interamente porticata è stata pedonalizzata nel 2006 per i giochi olimpici invernali, ma nelle notti del fine settimana è presa d’assedio da centinaia di auto in sosta selvaggia

Palermo, piazza Bellini. Dominata dalle chiese della Martorana e di San Cataldo, rappresenta il centro civico della città medievale. Adibita a parcheggio per i consiglieri comunali, oggi è aperta a tutte le auto nonostante il Comitato per lo spazio pubblico ne chieda la chiusura permanente ai veicoli

Evviva Alemanno, eia eia alalà

24 Apr

Il grande Gianni Alemanno, sindaco della Capitale d’Italia, ha approvato il Piano Quadro della Ciclabilità: Roma avrà mille chilometri di nuove piste per le bici. La decisione della giunta capitolina ha fatto passare in secondo piano le altre decisioni, pur importanti, prese oggi da Alemanno. Vale la pena riassumerle:
1) Alemanno renderà navigabile l’intero corso del Tevere. Sul fiume verrà avviato un servizio di trasporto passeggeri utilizzando il Titanic, appositamente riportato a galla per lo scopo da 2800 delfini appositamente addestrati dal sindaco per il recupero dei transatlantici.
2) Alemanno aprirà i cantieri per la realizzazione di 10mila chilometri di nuove metropolitane e di cinque linee ferroviarie veloci che collegheranno Roma a Madrid, Londra, Parigi, Berlino e Amsterdam in meno di due ore.
3) Alemanno farà scomparire tutte le buche dalle strade della Capitale, riempiendole di persona una per una con un impasto miracoloso preparato con tanto amore dalla consorte Isabella.
4) Alemanno costruirà un ponte sospeso tra Ostia e la Sardegna, che offrirà l’opportunità di raggiungere velocemente l’Isola e permetterà la creazione di 60 milioni di nuovi posti di lavoro.
5) Alemanno utilizzerà una formula chimica di sua invenzione che farà nevicare su Roma solo la domenica per la gioia dei bambini e dei ragazzi. A un comando dello stesso Alemanno, poi, la neve si scioglierà immediatamente trasformandosi in bibite in lattina, in olio d’oliva di alta qualità, in acqua minerale leggermente frizzante e in spaghetti alla carbonara.
6) Alemanno ha brevettato la tecnologia della fusione nucleare a freddo, ha costruito un prototipo di motore di bus alimentato ad aria, riciclerà al 100 per cento i rifiuti della città, trasformandoli in ecocombustibile a emissioni zero per gli impianti di riscaldamento e raffrescamento della città.
7) Alemanno ha scoperto il quarto segreto di Fatima, dove sono Atlantide e il Sacro Graal, i segreti del triangolo delle Bermude, il senso di Smilla per la neve, se c’è vita dopo la morte e chi viene prima tra l’uovo e la gallina. Svelerà tutto al mondo in occasione della manifestazione #salvaiciclisti del prossimo 28 aprile ai Fori Imperiali.

Per ora ci anticipa la soluzione di un grande mistero: c’è vita su Marte? Giusto un po’ il sabato sera…

Ma la politica romana non #salvaiciclisti

11 Apr

Ringrazio tantissimo, ma veramente con tutto il cuore, un consigliere comunale romano che milita tra le fila dell’opposizione. Grazie a lui ho capito come mai Alemanno stia facendo con così tanta facilità polpette della Capitale italiana. Il consigliere in questione si chiama Dario Nanni, è del Pd, s’è accorto di #salvaiciclisti e dunque pensa di supportare la campagna. In che modo? Con una proposta scioccante: “Torno pertanto a chiedere al Sindaco – dichiara Dario Nanni in un comunicato stampa – un atto vero di sensibilità verso le due ruote a pedali istituendo la zona 30 in via dei Fori imperiali e delimitando in questa strada una ciclovia urbana in occasione della manifestazione Salvaciclisti prevista per il prossimo 28 aprile”.

Riassumo a beneficio di Dario Nanni, che fa il consigliere comunale a Roma, ma evidentemente non conosce la città.

1) Quella dei Fori Imperiali è l’area archeologica più importante del mondo e ospita il monumento italiano più visitato (Nanni, ha mai sentito parlare del Colosseo?). In questa miniera di storia, bellezze artistiche e cultura le auto non vanno rallentate, vanno eliminate.  E’ dal 1980 (https://bicisnob.wordpress.com/2012/03/30/ecco-perche-salvaiciclisti-ai-fori-imperiali-2804/ ) che c’è un piano di pedonalizzazione dei Fori Imperiali, sarebbe ora di metterlo in pratica.

2) Una ciclovia urbana in occasione di #salvaiciclisti? Caro Nanni noi occuperemo tutta la strada e anche di più.

3) Fa bene comunque a occuparsi di limiti… perché anche la decenza ne ha uno!

Alemanno, la faccia come il culo

2 Apr

Volete farvi un’idea di come si amministra una grande città italiana? Imparate da Gianni Alemanno, il sindaco della Capitale, uno dei primi amministratori pubblici ad aderire a #salvaiciclisti. Ecco una carrellata di alcuni suoi solenni impegni da sindaco relativi ai temi del traffico, delle buche stradali, della ciclabilità. (tutte le dichiarazioni sono tratte dall’archivio Ansa).

30 aprile 2008, Alemanno er calciatore
Bisogna fare un grande sforzo sulla manutenzione delle strade romane. Non ci sono formule magiche, bisogna semplicemente applicarsi ogni santo giorno, prendere a calci chi non fa il proprio dovere.

10 giugno 2008, Alemanno ‘o francese
Il nostro modello di ciclabilità è Parigi. Nel giro di due anni il bike sharing di Roma sarà al livello di quello della Capitale francese.

13 giugno 2008, Alemanno er biciclettaro
La nostra sfida è quella di costruire una mobilità sostenibile per dare una risposta a problema dell’inquinamento ambientale. La mentalità dei cittadini non si cambia con divieti o costrizioni ma con iniziative come il bike sharing.

27 giugno 2008, Alemanno er minestraro
Abbiamo messo a punto un piano straordinario per far fronte al problema delle buche stradali. Non è più tollerabile che le vie di Roma siano ridotte a un colabrodo.

19 dicembre 2008, Alemanno er monnezza
Roma deve fare un salto di qualità a partire da gennaio. Dal nuovo anno ci occuperemo di problemi strutturali come il traffico, la manutenzione delle strade, la pulizia.

4 febbraio 2009, Alemanno er parentopoli
Il traffico a Roma è migliorato sotto il mio mandato. Adesso partirà un grande piano per il rilancio del trasporto pubblico locale.

12 maggio 2009, Alemanno er fantino
L’area dei Fori Imperiali sarà valorizzata e collegata con l’altro grande parco archeologico ma periferico, quello dell’Appia, attraverso percorsi pedonali, ciclabili ed equestri.

24 marzo 2010, Alemanno er ciclista
In base al piano varato dalla giunta avremo entro il 2016 350 chilometri di piste ciclabili collegati tra loro, 350 stazioni di bike sharing e 1.434 parcheggi per le bici nei nodi di scambio. Inoltre, nel breve tempo, e cioè a partire dal 2011, verranno realizzati 2.700 parcheggi negli istituti scolastici.

6 maggio 2010, Alemanno er bigliettaro
Partire da casa in sella alla bicicletta, prendere la metro per andare al lavoro e tornare a
casa sempre su due ruote. A Roma si potrà fare grazie al nostro Piano quadro della ciclabilità.

9 maggio 2010, Alemanno er fuffa
Usare la bici deve entrare nella quotidianità e lasciare il ruolo di mezzo in via d’estinzione o visto solo come attività domenicale. Per questo stiamo cercando di fare in modo che chi la usa venga seguito creando una città a misura di ciclista.

Solo una domanda: quante di queste 10 promesse sono state realizzate?

Ecco perché #salvaiciclisti ai Fori Imperiali #2804

30 Mar

Il 28 aprile si terrà la manifestazione nazionale di #salvaiciclisti a Roma, in contemporanea con l’analogo corteo londinese promosso dal Times nella capitale britannica per sollecitare misure che rendano i centri urbani più sicuri e più a misura di ciclisti e pedoni. Il luogo scelto per la manifestazione è la perfetta sintesi di quello che in questo Paese è stato fatto e di quello che non è stato fatto. Lì c’è il Colosseo, il monumento più noto e più visitato d’Italia, un’area archeologica che non ha pari al mondo. E sempre lì c’è una scelta assurda, quella di far passare il traffico tra i resti di Roma antica, inaccettabile per un Paese civile. Ma a parte questo l’area dei Fori Imperiali è la cartina di tornasole delle mancate scelte delle amministrazioini comunali italiane. Nel 1980 Roma scelse di eliminare le auto e di congiungere in un unico Parco archeologico il Colosseo al Campidoglio cercando di sanare il danno che aveva fatto il fascismo coprendo con l’asfalto una parte dei resti dell’antica Roma per costruire via dei Fori Imperiali. Ho recuperato un articolo del 1980 che indica la via maestra da percorrere per Roma (valida in definitiva per tutte le città italiane) che andrebbe fatto leggere soprattutto ai sindaci per chiedere loro: ma è mai possibile? è possibile che ci vogliano più di 30 anni per fare una cosa che serve alla città?

La Stampa, 13 dicembre 1980
Roma, niente più auto ai Fori. Il primo colpo di piccone per liberare la Via Sacra e per una sola grande zona archeologica a Roma. Le ruspe smantelleranno via della Consolazione per unire il Foro Romano al Campidoglio. Il grande programma restituirà all’umanità la zona dei Fori coperta durante il fascismo.
Lunedì prossimo ruspe e picconi daranno l’avvio ai lavori di smantellamento di via della Consolazione, una stradina tortuosa e disuguale che collega via dei Fori Imperiali a piazza della Consolazione separando il Foro Romano dal Campidoglio. La rimozione dei sampietrini e l’inizio degli scavi archeologici non saranno soltanto il primo passo per ricreare il percorso della via Sacra e per riunificare due zone dell’antica Roma naturalmente connesse, ma segnerà anche l’inizio — cosi almeno lo spera il sindaco Petroselli — di un grande programma destinato a restituire all’umanità tutta la zona dei Fori coperta durante il fascismo per realizzare la via dei Fori Imperiali. «Il progetto deve essere visto nel più vasto programma di recuperare il centro storico per ripristinare il rapporto fra la città e il suo patrimonio archeologico — ha detto il sindaco Petroselli aprendo i lavori del Convegno—. Il recupero della zona archeologica dei Fori imperiali, appena concluso in Campidoglio, sarà forse l’operazione urbanistica più importante di questo scorcio di secolo, nel campo del rapporto fra la città storica e i suoi sviluppi moderni. Da questa operazione dipende l’avvenire urbanistico della città, il destino del centro storico e la riuscita dell’operazione per il recupero dell’esistenza nella capitale». Non si tratta soltanto di riportare alla luce le vestigia coperte d’asfalto. Sono allo studio tutte quelle iniziative che dovranno contribuire alla conservazione del patrimonio archeologico e monumentale della città. Già nella prossima settimana la giunta comunale delibererà d’istituire un’isola pedonale intorno al Colosseo, per salvaguardare il celebre anfiteatro dalle vibrazioni del traffico veicolare sull’anello che lo circonda. Altri provvedimenti dovranno limitare il traffico di automezzi nel centro storico, per ridurre l’azione corrosiva dei gas di scarico. Nello stesso tempo si interverrà contro i fumi del riscaldamento, per imporre le soluzioni tecniche più adatte alla loro depurazione. Il recupero del patrimonio monumentale sepolto sotto la via dei Fori Imperiali, che arricchirà Roma e l’umanità di un bene archeologico, artistico e culturale di enorme valore, rappresenta un’operazione straordinariamente importante ma che farà discutere a lungo gli archeologi e i politici. Il progetto, illustrato dal prof. Adriano La Regina, sovrintendente ai Beni Archeologici, prevede di riportare alla luce, scavando lungo via dei Fori Imperiali fra Via Cavour e Piazza Venezia, la Basilica Ulpia nella sua interezza, il Foro di Nerva (per adesso visibile solo in parte), l’intero Foro di Cesare e — almeno in parte — il Tempio della Pace. Per attuare il progetto, ha detto La Regina, è indispensabile eliminare il traffico automobilistico sulla via dei Fori Imperiali. Il sindaco ha spiegato che in proposito l’amministrazione capitolina si muoverà lungo tre direttrici principali: chiusura domenicale di via dei Fori Imperiali per iniziare a creare nuove abitudini nella cittadinanza; costituzione di una Commissione di amministratori e di esperti che studierà il problema e pubblicherà i risultati entro pochi mesi; inizio degli scavi negli spazi verdi che affiancano Via dei Fori Imperiali, il tutto preceduto dalle dovute esplorazioni archeologiche preliminari. (…) «La congestione deriva da un errore che si perpetua da molti decenni, e cioè da quando il centro della città non è più stato considerato nella sua vera essenza di centro monumentale e culturale ma come un centro direzione — ha detto Giulio Carlo Argan, insigne studioso d’arte ed ex sindaco di Roma concludendo il Convegno —. Da tempo era doveroso invertire le tendenze di un urbanesimo che accentua il conflitto fra antico e moderno. Via dei Fori Imperiali è nata in un tempo in cui si credeva che la vita politica fosse in rapporto con gli affari. Oggi crediamo che debba essere in rapporto con la cultura».