L’iniqua legge del porcheggio

6 Nov

C’è una legge del 1967 che tutt’ora impone che “nelle nuove costruzioni ed anche nelle aree di pertinenza delle costruzioni stesse, debbono essere riservati appositi spazi per parcheggi in misura non inferiore ad un metro quadrato per ogni dieci metri cubi di costruzione“. Cosa vuole segnalare  indirettamente la legge? La necessità, per chi possiede un’automobile, di pagare di tasca sua il parcheggio.

Nelle nostre città, invece, cosa succede? Che i sindaci sono convinti  che chi abita in centro, quando compra un’auto, riceve gratis insieme alla macchina il gradito optional di 10 metri quadrati di suolo pubblico. Come si spiega, altrimenti, il fatto che i parcheggi a pagamento prevedono quasi ovunque l’esenzione del ticket per i residenti?

A conti fatti chi è costretto a emigrare in periferia si ritrova con un servizio di trasporto pubblico indecente, è quasi costretto a comprare un’automobile, paga la costruzione del suo posto auto e paga il ticket quando usufruisce delle strisce blu. Chi invece abita in centro, al contrario, potrebbe magari fare a meno dell’automobile, ma in virtù del gradito regalo del suo sindaco, ha un garage gratuito tutto per sé in mezzo alla strada.

Che porcheggio!

 

10 Risposte to “L’iniqua legge del porcheggio”

  1. StefanoM 6 novembre 2012 a 10:14 #

    Non vorrei dire una fesseria ma il parcheggio dell’auto in strada è occupazione di suolo pubblico, che viene però tollerato come “diritto affievolito”. Un pò come succede per i tavolini fuori dai locali…Rimetto la parola a persone più competenti in merito.

  2. alessandro ciapanna 6 novembre 2012 a 10:48 #

    I palazzinari dagli anni sessanta in poi hanno effettivamente costruito i parcheggi sotto le palazzine. Solo che poi se li sono rivenduti e ora sono occupati da supermercati, palestre, centri benessere, banche. Tutto insomma, tranne le automobiline…

    • lerane 6 novembre 2012 a 11:01 #

      proprio così. quelle in strada. gratis

  3. camillo (@ubik_66) 6 novembre 2012 a 11:06 #

    ti seguo sempre con interesse, ma su quest’ultima analisi non mi trovo completamente d’accordo. E’ vero che chi abita in centro a Roma (io sono di RM) può fare “abbastanza” a meno dell’auto, avendo a disposizione + mezzi pubblici e, per chi vuole, bici e piedi, io sono uno di quelli che ne fa molto a meno. Però l’auto comunque ce l’hai, non la puoi rottamare, non la puoi seppellire, perché non ne puoi fare sempre e comunque a meno (specie se hai famiglia….). Quindi dove la metti quando non la usi? Se i parcheggi al centro di RM (io abito al centro) fossero a pagamento anche per i residenti, mi costerebbe un capitale lasciarla parcheggiata. Tempo fa si parlava di una sorta di “abonamento” per uso dei parcheggi a pagamento anche per chi era residente, son tariffe agevolate, ma la proposta è stata poi bocciata, credo a furor di popolo. Le politiche da fare, per sindaci e amministratori, son ben altre, lo sappiamo, per favorire la mobilità sostenibile, far pagare altre tasse inique ai residenti non mi pare una scelta giusta e non porterebbe beneficio alla causa (porterebbe solo altri soldi nelle tasche del comune che sarebbero poi usati come al solito male, fossero almeno usati per sostenere chi va in bici o chi va con i mezzi si potrebbe fare anche qualche sacrificio in più, ma così non è).

    • lerane 6 novembre 2012 a 11:23 #

      Seguo il tuo ragionamento e, a bocce ferme, mi sembra estremamente corretto. Però l’uso dello spazio urbano non può essere gratuito. Se voglio mettere un banco coi pomodori per strada pago una tassa di occupazione di suolo pubblico. Perché se occupo lo stesso spazio con un automobile devo averlo gratis?
      La soluzione, un’unica soluzione, non c’è quasi mai. Ma le macchine su strada non dovrebbero proprio starci, perché da ferme occupano inutilmente spazio.

      • camillo (@ubik_66) 6 novembre 2012 a 11:34 #

        Concordo. Una soluzione potrebbe essere ad es. di costruire parcheggi a basso (meglio nullo) impatto ambientale in zone limitrofe a quelle centrali, facilmente raggiungibili con mezzi pubblici/bici. Anche far pagare un abbonamento mensile a tariffa agevolata per uso parcheggi a pagamento per i residenti, come dicevo prima, sarebbe utile, ma “se e solo se” i ricavi ottenuti fossero utilizzati dal comune per opere a favore della mobilità sostenibile, allora li pagherei volentieri (almeno io…)

      • lerane 6 novembre 2012 a 11:49 #

        credo che se viene offerto un servizio di qualità tutti pagano non dico volentieri, ma senza incavolarsi. in caso contrario nessuno (giustamente) vuole pagare

  4. Francesco 6 novembre 2012 a 17:00 #

    Molti sono convinti che il parcheggio gratis sia un diritto. Segnalo ad esempio la triste iniziativa di alcuni studenti Della Sapienza (probabilmente somari fuoricorso) che hanno un’idea confusa di diritto alla mobilità. http://www.paesesera.it/Header/Multimedia/Foto-del-giorno/Studenti-coprono-le-strisce-blu
    Dispiace vedere come anche i giovani continuino a vivere con il mito dell’auto privata. La strada per il cambiamento è lunghissima. E tutta in salita.

    • lerane 6 novembre 2012 a 17:16 #

      Ottima segnalazione

  5. marco ferrari 7 novembre 2012 a 20:19 #

    Io ho sempre sostenuto che le “strisce gialle” (a Milano è la sosta riservata ai residenti della zona, gratis) siano incostituzionali. Perché ad alcuni cittadini viene concesso di parcheggiare, gratis per di più, sul suolo pubblico mentre agli stessi cittadini di un’altra zona questo diritto è precluso? Abitare nei dintorni di una strada non dà maggiori diritti di chi ci abita lontano. Io abito in periferia, non vedo perché non possa parcheggiare in determinate strade, pagate e mantenute anche con le mie tasse. Anzi, di solito le strade centrali costano di più (meglio tenute, arredi urbani più costosi ecc.), quindi c’è il paradosso di un trasferimento di risorse dalla periferia al centro. In Canada anche i cosiddetti residenti pagano, non ci sono distinzioni. Si chiama appunto suolo pubblico, di tutti, non di chi ha la casa nelle vicinanze.

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