Incidenti stradali: Napoli è la città più sicura

11 giu

La vulgata comune sostiene  che Napoli è il regno degli incidenti stradali. Anzi, più che una diceria, quella della pericolosità del traffico partenopeo dovrebbe  essere un’evidenza matematica, dal momento che le assicurazioni vendono a carissimo prezzo le polizze auto nel capoluogo campano. Le cose non stanno così. Se si analizzano le statistiche Aci Istat sugli incidenti stradali si scopre che Napoli è addirittura uno dei grandi centri urbani più sicuri. Al contrario Verona è quella dove si muore di più e Milano e Genova sono quelle con il maggior numero di incidenti e feriti.

Rapportando il numero di sinistri alla popolazione si scopre infatti che a Napoli ci sono 260 incidenti stradali ogni 100mila abitanti. Tra i Comuni con più di 200mila abitanti è il valore più basso, identico a quello di Venezia che però com’è noto ha una grande porzione di territorio interdetta alle auto (pubblico in calce la tabella Aci-Istat che mi ha permesso di ricavare sia queste cifre che quelle successive).

A Milano gli incidenti (910) sono tre volte e mezza di più rispetto a Napoli, a Genova circa il triplo (815). E, come detto, il rapporto sinistri/popolazione è più alto in tutte le altre grandi aree urbane: a Firenze ci sono 700 incidenti/100mila abitanti, a Bari 680, a Roma 670, a Verona 600, a Bologna 570, a Catania 530, a Messina 480, a Trieste 440, a Palermo 370 e a Torino 360.

Anche la mortalità, raffrontata a quella di altri capoluoghi, è di gran lunga più bassa. Verona è la città più pericolosa (con 10,2 vittime della strada ogni 100mila abitanti), seguita da Catania (7,8), Bologna (7,4), Roma e Messina (6,6), Palermo (5,9), Trieste e Genova (5,3), Milano (4,4), Firenze (4,3) e Venezia 4,0. Solo tre Comuni hanno un rapporto mortalità stradale/popolazione inferiore a quattro decessi ogni 100mila abitanti: Torino (3,2 morti/100mila ab), Bari (3,1) e  Napoli (3,6).

Conferma quanto detto finora anche la statistica relativa ai feriti. Tre città superano in un anno il valore di mille persone infortunate ogni 100mila abitanti. Sono  Milano (1230), Genova (1016) e Bari (1015). In questa graduatoria negativa si trovano poi Roma (886 feriti/100mila abitanti), Firenze (868), Verona (789), Bologna (748), Catania (739), Messina (686), Torino (624), Palermo (525), Trieste (514). Ancora una volta tra le città più sicure troviamo Napoli e Venezia, la prima con 373 feriti ogni 100mila abitanti e la seconda con 363.

Non mi interessa capire come mai, a torto, a Napoli sia stata affibbiata l’etichetta di città più pericolosa, mentre mi piacerebbe molto riuscire a capire come mai è, relativamente, una delle più sicure. Posso solo azzardare delle ipotesi. Che a Napoli ci sia una esagerata anarchia nella circolazione stradale non lo dice nessuna statistica, ma l’esperienza quotidiana di chi ci vive così come l’osservazione diretta di chi, come me, ogni tanto ci passa per lavoro. Nel capoluogo partenopeo non importa se c’è il semaforo verde, se ci sono le strisce pedonali, se ti trovi su una strada a senso unico… All’incrocio sai che qualcuno può passare col rosso, che le zebre non le rispetta nessuno e che puoi frequentemente imbatterti in veicoli che procedono contromano. Risultato? Una maggiore attenzione alla guida e uno spontaneo abbassamento della velocità media dei veicoli che, più che altrove, devono spesso far fronte a situazioni completamente inaspettate. In altre parole l’assenza di regole riduce la possibilità di distrarsi, impone andature più moderate, riduce incidenti, morti e feriti.

Esperimenti del genere, d’altronde, sono stati realizzati in diverse cittadine europee. A Drachten, ad esempio, un centro della Frisia olandese di 15mila abitanti, hanno tolto semafori e segnali stradali dal 2003 lasciando che il traffico fosse autoregolamentato dal senso di responsabilità degli utenti della strada. Nel giro di breve tempo in questo comune gli incidenti stradali sono diminuiti del 60-70 per cento.

Sia chiaro: non voglio sostenere che l’anarchia napoletana vada presa come esempio. Tutt’altro. Penso però che si debbano promuovere, facendo rispettare le regole, quegli elementi che forse determinano il minor numero di incidenti, morti e feriti a Napoli e Venezia: la moderazione della velocità in tutto il centro urbano nel primo caso e l’interdizione al traffico motorizzato in una vasta area della città nel secondo.

15 Risposte to “Incidenti stradali: Napoli è la città più sicura”

  1. lerane 11 giugno 2012 a 08:04 #

    Reblogged this on Rassegna Stanca.

  2. dario 11 giugno 2012 a 09:14 #

    bisognerebbe capire quanto queste statistichesiano influite dall’under-reporting… ovvero sul totale degli incidenti stradali quanti vengono registrati (medainte verbale delle forze dell’ordine, cartella sanitaria in caso di incidente, scartoffie assicurative,..) e quante invece vengono lasciate nel territorio grigio in cui per bassa gravità del fatto o per abitudine non si ufficializza un bel niente…

    • lerane 11 giugno 2012 a 14:10 #

      Dario la tua è un’osservazione corretta. Vale però sicuramente per gli incidenti senza danni alle persone, parzialmente per i sinistri con feriti e naturalmente non vale affatto per quelli dove ci sono vittime. A Napoli tutti e tre i dati sono perfettamente in linea…

  3. Pasquale Merola 11 giugno 2012 a 14:57 #

    io chiedo allora come mai a napoli una assicurazione RCA costa il doppio che a Milano! maledetti truffatori delle “trastole” e chivemmm…non mi fate continuare! anche se quando ci vuole ci vuole!

  4. Alessandro Schirio 12 giugno 2012 a 06:14 #

    L’unico dato che effettivamente giustifica un aumento delle assicurazioni a napoli è il fatto che qui il 40% degli incidenti vengono gestiti dagli avvocati e non con l’indenizzo diretto… Gli avvocati fanno passare i 60gg per aprire il contenzioso e un incidente da 1500 euro diventa di 3000. A livello nazionale la percentuale è del 7%. E’ ovvio che anche tenendo conto di questo fatto le assicurazioni ci marciano alla grande. E io ne sono contento perchè a Napoli da qualche tempo si vedono molte più bici :)

    • Vincenzo La Spesa (@Darshan_tweet) 12 giugno 2012 a 11:26 #

      <>

      fontamentalisti biciclettari, c’è chi la macchina la DEVE usare per lavorare!

      la bici la devi prendere per scelta non perchè sei costretto dalle assicurazioni e dallo stato che ti succhiano il sangue!

  5. Francesco 12 giugno 2012 a 21:13 #

    Le statistiche credo che si fanno sulla base delle denunce e sulle dichiarazioni per iscritto degli incidenti. A Napoli fai un incidente: non mettiamo le assicurazioni in gioco, vieni dal mio carrozziere di fiducia. Credo quindi che sia vera in parte questa statistica.

    • lerane 12 giugno 2012 a 21:35 #

      Francesco, può essere vero per gli incidenti (e in parte forse lo sarà). Ma pure i morti e i feriti li porti dal carrozziere di fiducia?

  6. Albrecht 13 giugno 2012 a 09:04 #

    Francesco, scusa, su cosa basi questa tua convinzione? e anche se fosse vero non c’entra nulla perchè le Compagnie comunque non sarebbero interessate e comunque non sborserebbero soldi e quello che tu affermi comunque non entra in nessuna statistica.

  7. maxxibici 15 giugno 2012 a 12:30 #

    la tesi è singolare e da studiare… ma con molta attenzione!
    Premetto che sono napoletano, vivo a Roma e giro quasi esclusivamente in bici (di solito elettrica)
    Napoli in termini di vivibilità stradale non che eccelle, anzi!
    quindi i morti e gli incidenti saranno anche inferiori ad altre città, in quanto, visto che le regole non sono rispettate per nulla, i pedoni, gli automobilisti ecc. devono stare più attenti e vigili, ma la continua attenzione, cui le persone devono avere sempre alta, fa vivere in costante ansia e questo non è per nulla positivo! altro che buona qualità della vita!

    dall’articolo possiamo solo trarre un elemento positivo: la velocità! a napoli sembrerebbe più moderata per la paura che gli altri non rispettano le regole, ma se fosse moderata perché DEVE esserlo e ci fosse il rispetto delle altre regole, si avrebbero meno incidenti e più tranquillità nel muoversi, quindi grande vivibilità!

    C’era un articolo interessante che ho letto circa un mese fa: hanno fatto un esperimento a roma.
    Se avesse sul tutto il territorio il limite di 30 all’ora hanno calcolato che i tempi di percorrenza si allungherebbero di pochissimo, mentre la sicurezza aumenterebbe in modo esponenziale… credo quindi che la strada da seguire sia questa e non certo la deregolamentazione totale

    • lerane 17 giugno 2012 a 07:55 #

      caro massimo anche per l’obiettivo è rallentare i veicoli a motore

  8. kaono 17 giugno 2012 a 15:46 #

    http://ideenapoli.forumfree.it/

    questo è un nuovo forum dove proporre idee per napoli

    • lerane 18 giugno 2012 a 09:13 #

      interessante forum

  9. Marco 31 agosto 2012 a 19:31 #

    Troppe regole da seguire distraggono. Basterebbe una forte semplificazione e meno veicoli (basterebbe, è una cosa enorme!). Stare troppo attenti alla lunga abbassa l’attenzione: non si può andare in strada come i tordi nella stagione venatoria, anzi con tutti che sono insieme tordi e cacciatori! Certo che un bel pò di rispetto e di attenzione, un bel pò di badare al prossimo sono dei grandi antidoti, ma se sono in una strada con quaranta laterali lunga appena un km non posso proprio, specie se vado a più di 30/h, stare ad autoregolamentarmi e a vedere se ad ogni intersezione quell’altro della laterale mi da o no la precedenza, mi intende o si autoregola su un’altra mentalità…

  10. Nicolò 10 dicembre 2012 a 22:08 #

    Premetto che sono in classe 01 , nessun sinistro da 8 anni , ho montato il rilevatore GPS della compagnia , auto privata , 4 in famiglia patentati 2 adulti esperti + 2 adulti under 25 , 6000 km anno benzina 70 kw ( 1380 cc ) , la polizza invece di ridursi , aumenta ogni anno.
    Conosco un sacco di gente costretta all’uso dell’auto ( manca il trasporto sociale , molto carente – prov. nord salernitano ) che non può pagare la assicurazione.
    Con la scusa legale della personalizzazione delle tariffe , le compagnie sono sempre allineate verso tariffe molto alte rispetto alla media italiana ( 1200-1500 euro /anno per auto media , cliente non sinistroso ). E’ una truffa legalizzata ai danni dei cittadini europei residenti nella bassa italia, impotenti all’abuso con la connivenza delle c.d. istituzioni e della stessa legge , che è sempre dalla parte dei più forti , le compagnie …

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