E’ una gara che non si corre sul velluto, ma con la lana. Col tweed, per la precisione, che sarà il tessuto preferito per una festa in bici aperta alla partecipazione di ciclisti che indossano abiti e velocipedi vintage, in particolar modo completi inglesi e italiani (anche da corsa) degli anni 20-40. La TweedRide Italia del 24 marzo a Roma è un modo per condividere la naturale eleganza della bicicletta, una style competition, aperta alle bici dal 1900 al 1990, da passeggio o da corsa anche nuove ma dall’estetica vintage. La competizione sarà affiancata da una sfilata aperta a ogni tipo di bici. Le categorie in gara saranno: miglior combinazione bici abito, miglior abito ciclista, bici più bella. Una festa a cui possono partecipare tutti: gli iscritti alla competizione e i semplici curiosi.
Tweedride. Non si corre solo sul velluto
22 marIeri sera ero Stanko
23 feb
Ancora stasera e domani, al Teatro Aurelio a Roma, va in scena Io sono Stanko, di e con Giovanni Maria Buzzati e Giselle Martino. Io l’ho visto ieri e il racconto mi ha affascinata e sorpresa, divertita e commossa, offrendomi una chiave di lettura dei rom e delle guerre balcaniche assai meno parziale di quella – mediata e distratta – prodotta dagli organi di informazione sui conflitti nella ex Jugoslavia e di quella – immediata e piena di pregiudizi – che costruiamo quotidianamente quando incrociamo gli zingari per la strada.
Non ho intenzione di raccontarvi nel dettaglio la trama di Io sono Stanko (andate a vederlo piuttosto). Posso solo darvi un accenno dicendo che una parte dello spettacolo ripercorre le vicende, reali, di Stanko Lazendic, fondatore di Otpor!, movimento serbo di opposizione al regime di Milosevic. Più che raccontare, dicevo, riassumo alcune impressioni. Il centro di tutto è il senso di comunità e appartenenza, la voglia di comprendere la diversità, il sentimento necessario della ribellione e quello altrettanto necessario della pace.
Da una parte c’è una comunità, artificiale finché si vuole, ma pur sempre comunità, popoli che facevano parte di un unico stato federale che alla morte di Tito “scoprono” di non essere più fratelli e si ritrovano separati da divise, armi e confini. Dall’altra una comunità, quella nomade, che non ha mai smesso di essere e sentirsi tale, ma che è trattata come se non lo fosse ora e non lo fosse mai stata. I due attori-narratori, con straordinaria efficacia, ci fanno vedere in entrambi i casi quello che non abbiamo voluto o potuto vedere: la genialità di una resistenza creativa, ironica e non violenta (ma non per questo meno pericolosa e meno repressa) allo stato militare e all’ultranazionalismo di Milosevic, la solidarietà e il senso di appartenenza di una cultura verso cui non siamo solidali e che riteniamo che non ci appartenga.
Alla fine dello spettacolo ti resta un’emozione e la voglia di saperne di più. E non solo sui fatti raccontati in scena. Ma di saperne di più su tutto. Di non fermarti all’apparenza e a quello che ti rifilano e, ancor, di più, come dice Stanko in un monologo, di coltivare la certezza che tutto è possibile, anche dove l’odio, la brutalità e la morte sembrano aver ucciso e sepolto le relazioni, l’umanità e il senso della comunità.
TwitBattito con Paolo Gentiloni e Sandro Medici
20 febNei giorni scorsi si è tenuto il primo tweet a tweet tra i candidati alle elezioni amministrative della Capitale, chiamati a confrontarsi con gli utenti del social media su alcuni temi chiave di Roma. Quattordici aspiranti sindaco - in una maratona durata sette ore - hanno risposto alle domande formulate dai lettori e da un gruppo di moderatori. Pubblico le prime due social interviste con…
6.422.592 per il TwitBattito
12 feb
La platea del TwitBattito di ieri era composta da 6.422.592 utenti di Twitter. Sei milioni e mezzo circa di persone, cioè, hanno avuto l’opportunità di leggere uno o più post della social sfida politica tra i candidati sindaco alle prossime amministrative capitoline. Il calcolo è stato realizzato da Topsy, sito specializzato nell’analisi delle performance dei nuovi media ed è ottenuto sommando tutti i follower degli utenti che hanno twittato o ritwittato post contenenti l’hashtag del TwitBattito: #13RM.
Si tratta evidentemente di una platea potenziale, poiché questi 6,5 milioni di twitterpeople in realtà sono sicuramente molti di meno visto che si tratta della la somma di tutti i follower degli utenti che hanno postato testi contenenti #13RM: in altre parole se tizio ha 100 follower e caio 100 la statistica conterà 200 utenti, senza togliere gli eventuali doppioni (i follower in comune). Inoltre non necessariamente tutti i componenti di questa platea potenziale hanno letto i post #13RM apparsi nella home del loro account twitter. Tuttavia, anche ammesso prudenzialmente che soltanto un 1% dei cinguettatori potenziali abbia dato un’occhiata a quei messaggi si può stimare che il TwitBattito di ieri sia stato seguito da circa 65mila persone. Sia come sia un risultato eccellente per il primo faccia a faccia politico social.
Sono numeri assoluti, invece, quelli che indicano in 2.983 il numero di utenti che hanno scritto post contenenti l’hasthag #13RM, in massima parte domande indirizzate a uno o più candidati provenienti ovviamente quasi tutte dall’Italia ma, in un centinaio di casi, anche dall’estero, in particolar modo dalla Francia. I due confronti più seguiti su Twitter sono stati quello tra Paolo Gentiloni e Sandro Medici (una platea potenziale di 1.833.471 utenti) e tra David Sassoli e Luigi Nieri (1.540.167 utenti), anche se in quest’ultimo caso l’audience è stata sicuramente depressa dalla notizia delle dimissioni del pontefice che già circolava in rete da qualche ora. Buona la performance anche del confronto tra Umberto Marroni e Gemma Azuni.
Altri 7.089 utenti unici hanno seguito il botta e risposta sul live blog di Repubblica, mentre i cinque candidati più votati (quelli cioè più ritwittati nel corso dell’incontro) sono stati (in ordine alfabetico) Alessandro Bianchi, Paolo Gentiloni, Sandro Medici, Luigi Nieri e David Sassoli.
Le primarie di Roma: eleggiamo il sindaco col TwitBattito #13RM
11 feb
Fori Imperiali definitivamente chiusi al traffico dopo oltre 30 anni di attesa? Limite di velocità a 30 kmh in tutto il centro abitato (con esclusione delle principali arterie di scorrimento) per aumentare la sicurezza stradale e incentivare la mobilità ciclistica? Stop alla speculazione edilizia sulle aree agricole e sulle aree verdi rimaste libere? Sono queste alcune delle domande che tra le 10 e le 17 di oggi verranno poste ai 14 candidati sindaco di Roma (hashtag #13RM).
Il TwitBattito – organizzato da alcuni blogger insieme a Legambiente e #salvaiciclisti e la collaborazione di RaiNews24 e Repubblica che trasmetteranno in diretta web il confronto – può essere utilizzato come una sorta di primarie di programma. Come? Votando non tanto i singoli candidati, ma quelle risposte (se ci saranno) che dimostreranno la volontà di cambiare davvero questa città rendendola più bella, più vivibile, più accogliente, più intelligente, più a misura di pedoni, ciclisti e trasporto pubblico.
Ecco come si svolgerà il TwitBattito: le domande saranno rivolte ai candidati da due moderatori scelti di volta in volta da un team di giornalisti delle testate partner coordinato da Alberto Fiorillo. Per fare in modo che il TwitBattito parta col piede giusto, le prime tre domande – le uniche uguali per tutti – sono già state anticipate ai partecipanti. In primis il giudizio complessivo sui cinque anni di giunta Alemanno. Poi due grandi temi da affrontare nei “primi 100 giorni”: intenzione di realizzare la completa ciclopedonalizzazione dei Fori Imperiali, come segno di discontinuità forte e novità, oltreché una delibera per “consumo di suolo zero” su aree agricole e verdi. Ogni confronto inizierà con il seguente tweet: “#13RM #TwitBattitoRM Faccia a Faccia con @candidato1 e @candidato2. Moderano @giornalista1 e @giornalista2″.
Le coppie di candidati, estratte a sorte in base alle disponibilità orarie comunicate da ciascuno, sono così composte: alle 10 partirà il confronto tra Paolo Gentiloni (deputato Pd) e Sandro Medici (Lista Civica, minisindaco del X Municipio, giornalista); alle 11 sarà la volta di Alfio Marchini (Lista civica Movimento della Cittadinanza Romana, ingegnere e imprenditore) e di Patrizia Prestipino (Pd, presidente XII Municipio, assessore provinciale sport e turismo); a mezzogiorno Umberto Croppi (Fli, ex assessore alla Cultura del Campidoglio) si confronterà con Enrico Stefano (Movimento 5 Stelle, portavoce Roma). Alle 13 Alessandro Bianchi (Lista ProgettoRoma, ex ministro dei Trasporti del governo Prodi) e Mattia Di Tommaso (Psi, giurista).
Nel pomeriggio, senza soluzione di continuità, il TwitBattito continuerà alle 14 con il confronto tra Umberto Marroni (capogruppo Pd in Comune) e Gemma Azuni (Sel, consigliere comunale), alle 15 con Luigi Nieri (Sel, capogruppo di Sel in Regione) e David Sassoli (eurodeputato Pd, giornalista) e infine alle 16 con l’ultimo faccia a faccia tra Stefano Tersigni (Lista civica Roma Capitale è Tua) e Stefano Pedica (senatore di Diritti e Libertà, presidente dei Teoleg, giornalista e dirigente d’azienda). Ogni intervista durerà al massimo 45-50 minuti.
Ecco le regole del TwitBattito ROMA (#13RM)
6 feb
Lunedì 11 febbraio, a partire dalle 10, si svolgerà il primo TwitBattito della storia di questo social media: un confronto tra tutti e 14 i candidati alla carica di sindaco di Roma. Tutti potranno rivolgere domande (hashtag #13RM) e i moderatori del confronto le gireranno poi agli aspiranti primi cittadini che risponderanno in 140 caratteri. Già ora potete cominciare a postare gli interrogativi che più vi stanno a cuore ai candidati che interverranno: Gemma AZUNI, Alessandro BIANCHI, Umberto CROPPI, Mattia DI TOMMASO, Paolo GENTILONI, Alfio MARCHINI, Umberto MARRONI , Sandro MEDICI, Luigi NIERI, Stefano PEDICA, Patrizia PRESTIPINO, Dante SANTACROCE, David SASSOLI, Stefano TERSIGNI.Zio Bici, specializzato in cicli e ciclisti
29 genZio Bici, negozio/officina di Roma, zona Pigneto, ha da poco compiuto un anno e ha appena messo on line il sito. Pubblico su bicisnob il “chi siamo” di Zio Bici, anche perché l’ho scritto io. Spero di avere presto il tempo necessario a realizzare la loro scheda per Ciclopedia. Andrea e Piero se la meritano.
Zio Bici è una camera di conversazione, una sala da the, un piccolo circolo di ciclisti di paese o un popolare club metropolitano di stampo britannico, la stanza sul retro di un bar dove si ritrovano i vecchietti, il bancone di un caffè dove chiacchierano i ragazzi, la piazzetta dove si vedono gli amici e non importa quanti anni hai e che lavoro fai se credi e se sì in che cosa.
Zio Bici è un luogo dove si conoscono persone, si scambiano idee, si guarda, si ascolta, ci si immischia nelle cose degli altri o si sta per i fatti propri. Zio Bici è quel posto che uno dice: “ora faccio un salto da Zio Bici”. Zio Bici è un punto di partenza: “questa viene da Zio Bici”. Zio Bici è un punto di vista: “ma hai chiesto a Zio Bici?”, Zio Bici è un punto d’arrivo: “ma hai provato da Zio Bici?”.
Zio Bici sono quelli che arrivano coi cornetti caldi la mattina, quelli che portano il vino e le olive per l’aperitivo all’ora di chiusura, quelli che stanno lì un attimo e quelli che si fermano le ore, quelli che hanno una bici sola e quelli che “oggi che bici mi metto”. Zio Bici è il lettino dello psicologo (i ciclomaniaci sono una dura realtà contemporanea), Zio Bici è il consulto dal medico (“quando tornerà a pedalare come prima?”), Zio Bici è il pediatra della due ruote appena nata (“è normale il rumorino che fa il cambio?”), Zio Bici sono due zii bici armati di santa pazienza.
Sì, d’accordo, poi Zio Bici è anche quello che vende le pieghevoli cool, quello che cerca l’accessorio e il componente che funziona bene e che fa spendere poco, quello che restaura, ripara, reinterpreta biciclette partendo da un telaio, da una ruota o da una guarnitura. Sì, è vero, Andrea e Piero di Zio Bici principalmente fanno questo, ma gentilmente prestano a noi la loro bottega-officina per fare tutto il resto.