Lo confesso, ogni volta che mi capita tra le mani un libro che parla di biciclette mi subentra un senso di nausea diffusa, certo di trovarmi davanti all’ennesimo ammasso di fogli imbrattati di cui avrei voluto volentieri fare a meno.
Non sono un patito della tecnica e ho imparato da bambino a regolare il cambio, i racconti di viaggio mi inducono sonnolenza, le imprese di Coppi, Bartali, Merckx, Pantani e compagnia pedalante non le posso più sentire, non me ne frega niente dell’evoluzione del marchio storico della Bianchi dal 1885 ad oggi, per non parlare poi delle meravigliose escursioni della rock star di turno che racconta quanto sia magnifico gironzolare per Tokyo in sella alla propria bici da tournée.
Caro Fiorillo,
ho acquistato il libro agganciato da una recensione interessante trovata su SportWeek e l’ho letto tutto d’un fiato su un Lisbona-RomaFCO. Ebbene, sono rimasto deluso. Trovo non aggiunga nulla di nuovo al discorso, e che sia un insieme scollacciato di riflessioni e battute alla Severgnini ma senza lo stesso sostrato culturale. E poi le lunghissime citazioni inserite. Pagine e pagine di materiale di seconda mano. Sai che sensazione ho avuto? Di una tesi di laurea triennale di uno studente un po’ svogliato, che ha letto 5 cose, tra queste, ne reputa calzanti 4 e le inserisce estensivamente nel suo lavoro, facendo passare la tesi per cui invece “mirabile è l’esempio che ci porta il Rossi” oppure “quando si parla di deragliatori, come non citare il Bianchi…”.
Idem le poesiole: riempitivi.
L’ho letto tutto d’un fiato per la smania di finirlo in fretta e passare a qualcos’altro.
Non l’ho trovato ne illuminante, ne entertaining.
Faccio i complimenti a chi ti ha suggerito il titolo e ha ideato la copertina: scelta vincente. Non l’avrei comprato, sennò.
E poi sì, odio anch’io i ruotafissati quindi lì mi hai preso.
Detto questo, la mia massima stima per quello che fai, le idee che divulghi e l’impegno che ci metti.
Buona estate,
Alessio
Ciao Alessio, come stroncatura non c’è male. Per me vale la regola: soddisfatti o rimborsati. La prima volta che ci vediamo ti offro una cena.
A bientot
Quando vedi passare sulla Tiburtina una Motobecane da corsa anno 1975 color verde ramarro con un manubrio rosso, fermami ed offrimi un tè freddo.
Sarà fatto!