Confcommercio ha presentato oggi il suo Libro bianco sui Trasporti e ha scoperto che la velocità media nei centri urbani è bassa. “Ricorda quella raggiunta alla fine del ’700 – commenta Confcommercio – oscilla intorno ai 15 kmh e scende fino a 7-8 kmh nelle ore di punta”.
Bene, è difficile dire in che percentuale, ma sicuramente l’ottusità bottegaia ha contribuito in questi anni a far scendere la velocità media nei centri urbani, allungando i tempi di percorrenza. L’opposizione della categoria a qualsiasi intervento di moderazione del traffico (isole pedonali, corsie preferenziali, zone a traffico limitato…) ha, infatti, favorito le politiche locali tese a lasciare spazio alla mobilità privata individuale a scapito di quella collettiva e di mezzi di trasporto più sostenibili come i piedi e la bicicletta.
Fa strano che i bottegai, abituati a far di conto, non sappiano fare 2+2: le città sono congestionate perché ci sono troppe auto. Per ridurre la congestione bisogna ridurre le auto.
ti diro’ a conferma delle tue parole, che qui a cividale del friuli, piccolo centro di 10mila anime si fa una gran parlare se allargare la ztl o meno. (io la chiamo no fly zone, viste le tensioni che crea l’argomento). ultima uscita del rappresentante dei bottegai e’ stata che le auto devono arrivare il piu’ vicino possibile al centro, specie in questo periodo di crisi. specifico che tale rappresentante chiudera’ la sua attivita’ in citta’ (fuori dalla NFZ) per aprirla lungo la statale. e che cividale e’ parimonio dell’unesco. servisse a qualcosa…
Federico, mi piace molto la tua riflessione su Cividale (e no fly zone è un’espressione meravigliosa per queste baruffe chiozzotte). Aggiungo: a uccidere i commercianti dei centri storici non sono le macchine, ma altri commercianti, quelli dei centri commerciali. Peraltro i centri commerciali sono isole pedonali… ma molti commercianti sanno far di conto ma non di intelletto!